
foto tratta dalla quarta di copertina di Millenium People - Credits: Jerry Bauer
Aveva sempre dichiarato di non avere archivi segreti, nessun inedito da disseppellire postumo, nessun manoscritto incompleto, nemmeno una misera risma di quegli scarabocchi che tanto piacciono ai feticisti letterari. Ogni volta che un’intervista virava sul quel frangente James G. Ballard liquidava la questione con una manciata di parole: “non esistono archivi Ballard“. Per questo quando la British Library ieri ha rivelato di aver ricevuto dalle figlie dell’autore di Regno a venire ben 15 scatoloni pieni zeppi di materiale inedito, molti studiosi e accademici sono letteralmente volati giù dalla sedia.
“Il ragazzo è dotato di notevoli abilità e di una grande conoscenza. Ma se si concentrasse di più potrebbe fare anche di meglio“. Così scriveva un insegnante in un report scolastico del sedicenne James, uno dei tanti documenti che testimoniano la tendenza di Ballard a custodire e conservare praticamente ogni tipo di materiale inerente al suo passato. Tra le numerose bozze di racconti e romanzi, tra una versione battuta a macchina di Crash e le prime riviste su cui erano stati pubblicati i suoi racconti giovanili, si trova anche materiale del tutto inatteso. Ad esempio la piantina del campo di internamento di Shangai in cui Ballard venne rinchiuso nel 1943 insieme alla famiglia (esperienza che poi raccontò nel romanzo L’Impero del sole).
Ma questo archivio sorprendentemente ricco è importante anche per un’altra ragione: permette di dare una sbirciata alla tecnica narrativa di uno degli scrittori più visionari del XX secolo. A giudicare dall’enorme quantità di bozze, ristesure, e dal modo aggressivo con cui tagliava e correggeva i suoi stessi scritti, Ballard era un cesellatore infaticabile, un funambolo del labor limae che si destreggiava in costante equilibrio tra la testardaggine e il perfezionismo.
Ora che flotte di studiosi affilano le penne per gettarsi sulla carcassa illibata della produzione segreta di Ballard, le sue figlie raccontano divertite di come il padre abbia loro indicato il luogo in cui gli scatoloni erano custoditi, poco prima della sua morte, avvenuta per cancro alla prostata nell’aprile del 2009: “Era molto modesto” ha spiegato Fay Ballard al quotidiano inglese The Independent, per poi rivelare, riguardo alla possibilità che la British Library potesse essere interessata ad accogliere gli scatoloni segreti, che l’autore inglese non si capacitava di come quella mole di cartaccia potesse interessare a qualcuno: “Ne abbiamo parlato più volte” dice Fay “e lui sempre diceva ‘pensi davvero che potrebbe interessargli, tesoro?‘”
- Venerdì 11 Giugno 2010

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Commenti
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Il 17 Giugno 2010 alle 21:07 lillo111 ha scritto:
ottimo libro
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze
Il 17 Giugno 2010 alle 21:09 lillo111 ha scritto:
ottimo libro
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