
Josè Saramago (Ansa)
Josè Saramago, morto oggi a Tias a 87 anni, era nato ad Azinhaga, in Portogallo il 16 novembre 1922. Il suo primo romanzo in stile realista, Terra del peccato, è del 1947.
Nel 1959 si iscrive al Partito Comunista che, sotto il regime di Salazar, opera in clandestinità. Negli anni sessanta diventa uno dei critici piú seguiti del paese e nel ‘66 pubblica la sua prima raccolta di poesie, I poemi possibili. Diventa quindi direttore letterario e di produzione per dodici anni di una casa editrice e dal 1972 al ‘73 curatore del supplemento culturale del Diario de Lisboa.
- Alla presentazione a Lisbona del suo libro “Cain”, 2009
- Alla presentazione a Lisbona del suo libro “Cain”, 2009
- Alla presentazione a Roma de “Il Quaderno”, 2009
- In posa con il romanzo “Cain”, 2009
- Con la moglie Pilar del Rio
- Con il presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner
- Con la scrittrice sudafricana Nadine Gordimer
- Con la regina di Svezia
- La consegna del Nobel
- 1998, con Fidel Castro
- Settembre 1997
Fino a metà anni ‘70 vive un periodo di formazione e pubblica poesie, cronache, testi teatrali, novelle e romanzi, ma è solo dopo la Rivoluzione dei Garofani che pian piano nasce un Saramago diverso (vice direttore del quotidiano Diario de Noticias nel ‘75 e quindi scrittore a tempo pieno) che libera la narrativa portoghese dalle radici del passato e anche per questo riceverà nel 1998 il premio Nobel per la letteratura.
Nel 1980 pubblica Una terra chiamata Alentejo sulla rivolta della popolazione della regione piú a est del Portogallo. Ma è con Memoriale del convento (1982) che arriva il grande successo, seguito da L’anno della morte di Ricardo Reis .
Negli anni ‘90, grazie al Nobel, ha fama internazionale e pubblica L’assedio di Lisbona, Il Vangelo secondo Gesú, quindi Cecità, Tutti i nomi, La caverna, L’uomo duplicato, Le intermittenze della morte e Le piccole memorie.
E’ stato uno dei sostenitori dell’iberismo, il movimento che propugna l’unificazione di Spagna e Portogallo, i due Paesi della penisola iberica, cui dedica anche il romanzo La zattera di pietra. Per le sue posizioni sul conflitto in Medio Oriente verrà accusato di antisemitismo, mentre per il Memoriale, ma soprattutto per il suo Vangelo e il testo teatrale La seconda vita di Francesco d’Assisi ha subito gli attacchi dalla Santa Sede. (ANSA).
- Venerdì 18 Giugno 2010

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Commenti
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Il 19 Giugno 2010 alle 23:17 lillo111 ha scritto:
Grandissima persona, mi dispiace.
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze
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