
Un particolare della copertina di Buttarsi, ultimo romanzo di Dan Fante - Credits: Marcos y Marcos
John Fante non ha bisogno di presentazioni: con i suoi romanzi, Chiedi alla polvere su tutti, ha segnato in modo indelebile la letteratura americana. Suo figlio Dan Fante, al contrario, è assai meno noto, soprattutto qui in Italia. Nato nel 1944 a Los Angeles, secondogenito di John, a 20 anni si trasferisce a New York dove vive per 12 anni facendo i lavori più assurdi: venditore porta a porta, lavavetri, investigatore privato, autista, lavapiatti. E intanto si alcolizza.
A un certo punto della sua vita, però, torna a Los Angeles, smette di bere e comincia a scrivere sceneggiature teatrali e romanzi. Come suo padre.
Il primo istinto, di fronte ai figli d’arte che si mettono a fare il mestiere dei genitori, di solito è la fuga, e di solito è un istinto corretto. Dan Fante invece è una di quelle rare e preziose eccezioni. Angeli a pezzi (in originale Chump Change, 1998), il primo romanzo portato in Italia da Marcos Y Marcos nel 1999, fu un colpo di fulmine. Il DNA narrativo era eredità inconfondibile del padre, mischiato al sarcasmo nero e all’anarchia di Bukowski (che, tra l’altro, era un ammiratore di John, tanto che arrivò a scrivere: “Fante era il mio Dio”).
Protagonista indimenticabile di Angeli a pezzi è Bruno Dante, alter ego del romanziere, caratterizzato con forti tratti autobiografici: alcolista, residente nel lato perdente del sogno americano, Bruno è dotato di un folgorante talento di scrittore, che fatica a difendere dalla sua inclinazione allo sfacelo e ai guai. Il debutto spazzò via ogni dubbio sul diritto di Dan Fante di battere la stessa strada del padre; da lì in poi ha continuato a scrivere e pubblicare. Bruno è tornato in altri due romanzi: Mooch (2000) e Spitting off tall buildings (2001), dei quali solo il primo è sbarcato in Italia, con il titolo di Agganci, sempre per Marcos Y Marcos.
L’anno scorso Dan Fante ha finalmente recuperato Bruno dedicandogli una nuova avventura, 86’d, da poco uscita anche nelle nostre librerie come Buttarsi (Marcos Y Marcos, 269 pagine). Leggerlo sarà come incontrare un vecchio amico, fuori di testa e ingestibile, ma dannatamente umano. E viene quasi voglia di rileggersi tutta l’opera dei Fante, padre e figlio, per approfondire questo curioso fenomeno dell’ereditarietà del talento.
- Venerdì 18 Giugno 2010

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Commenti
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Il 19 Giugno 2010 alle 19:52 lillo111 ha scritto:
lo leggerò
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze
Il 19 Giugno 2010 alle 19:53 lillo111 ha scritto:
ò leggerò con attenzioone
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze
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