

Signore delle lacrime è un gran bel libro. Provate però a stringerlo e vi scapperà da tutte le parti, come quel tavolo che, secondo i fisici, non ha una forma permanente causa il moto perenne dei suoi atomi. Antonio Franchini sa andare al cuore di se stesso e delle cose quanto più sembra divagare, mescolando l’amore per il rafting a un viaggio in India con due amici francesi, il flash d’una cena padana alla memoria d’un amico morto, il trekking alle Upanisad, una cremazione a Lambrate al dio Shiva che distrugge e rigenera.
Per lo scrittore, che «si è sempre sentito in un posto diverso da quello in cui stava», resta il quesito: può la contabilità narrativa dell’esistenza tenere a bada l’oblio e lo sperpero di se stessi? La risposta riguarda tutti noi.
Antonio Franchini, Signore delle lacrime, Marsilio, 128 pagine, 13 euro
GIUDIZIO: OTTIMO
- Sabato 10 Luglio 2010

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