
Credits: ecstaticist @ flickr
In Germania è una specie di superstar. In Italia invece lo conosciamo soprattutto per Il quinto giorno, un thriller ecologista in cui le forze degli oceani si ribellano in massa contro l’uomo. E mentre a causa dell’uomo le acque del Golfo del Messico vengono soffocate dal petrolio, a settembre Frank Schätzing torna nelle librerie italiane con Limit, thriller fantascientifico che affronta proprio il tema dell’emergenza energetica.
Limit (1300 pagine, Editrice Nord) è ambientato nel 2025 e racconta la storia di due persone. La prima è Julian Orley, un multimiliardario americano che ha inventato una sorta di ascensore per la Luna che servirà a portare sulla Terra l’Elio-3, una fonte energetica pulita che potrà sostituire il petrolio. La seconda è Owen Jericho, un cyber-detective intento a indagare sulla scomparsa di una dissidente cinese nella Shenzen del futuro.
Una sorta di calderone narrativo in cui si mescolano il thriller politico e quello ecologista, le cospirazioni economiche, i dissidenti nella Rete e la fantascienza; a cucinare il tutto lo stile scorrevole e la profonda preparazione che Schatzing aveva già dimostrato di saper utilizzare ne Il quinto giorno.
Ma il nuovo romanzo di Schätzing è importante anche in quanto simboleggia un nuovo capitolo nella storia della fantascienza moderna. C’era un epoca in cui la fantascienza era un espediente per immaginare un futuro migliore (utopia) o peggiore (distopia), un trampolino allegorico per schizzare fuori da una realtà opprimente, insopportabilmente didascalica, e raggiungerne un’altra più duttile, colorata, contenitore perfetto di valori, messaggi e riflessioni assolute.
La fantascienza odierna invece spesso si limita a prolungare di qualche decennio lo status quo, presentando un mondo identico ma invecchiato fino alle più tristi conseguenze. È ben poco diversa da oggi, l’America del 2025 descritta da Schätzing: la prolungata dipendenza occidentale dagli idrocarburi fossili continua a sfibrare la popolazione prospettando un futuro di impietosa astinenza, volenterosi scienziati spremono fuori dal loro cranio le più svariate idee per sostituire il petrolio, le solite lobby corporative tessono cospirazioni intricatissime per non dover abbandonare l’amato oro nero.
Ma anche la Cina del 2025 è terribilmente simile a quella dei giorni nostri: enormi metropoli prosperano sotto le piogge acide di una rapidissima rivoluzione industriale, il governo è ancora un regime oppressivo e i giovani dissidenti sfruttano la Rete come prediletta piattaforma di lotta.
Schätzing, insomma, ha fatto propria la lezione della fantascienza europea (alla Ballard, per intenderci) e l’ha convertita in una sorta di realismo lungimirante, capace di preconizzare il tragico epilogo di una civiltà che continua a calibrare il suo assetto geo-politico sullo sfruttamento di una risorsa esauribile di energia.
- Martedì 13 Luglio 2010

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