
(Credits: ideum @ flickr)
A giudicare dal rocambolesco susseguirsi di tentativi, annunci precipitosi, mea culpa e tappi che non tappano, la piattaforma BP non smetterà presto di sputare petrolio appiccicoso. Per una persona mediamente informata e di buon senso si tratta di un disastro ecologico senza pari, le cui conseguenze potrebbero essere incalcolabili. Per chi invece vive per riempire il portafoglio, potrebbe essere una golosissima occasione per macinare incassi.
La notizia l’ha data oggi il New York Times: sei libri sul disastro BP sono pronti a uscire in libreria, un altro è in fase di forsennata scrittura per raggiungere i negozi a settembre e per la prossima primavera si attende un’altra cascata di titoli per celebrare l’anniversario dell’esplosione che ha lasciato una falla aperta e 11 vite sul fondale oceanico.
Carl Safina si occuperà di descrivere le conseguenze ambientali della falla petrolifera. John Konrad, capitano di una piattaforma petrolifera, è entrato in contatto con le famiglie degli uomini rimasti uccisi e collaborerà a un romanzo di narrativa sull’evento per l’editore David Hirshey. La giornalista Loren Steffy ha indagato sulla scarsa gestione della sicurezza delle piattaforme BP. C’è poi anche chi, come il giornalista investigativo Mike Magner già da tre anni lavora a un saggio sulla BP, la sua casa editrice ora gli ha chiesto di attendere il chiudersi della faccenda per aggiornare e pubblicare il suo libro.
Quelli che abbiamo citato sono lavori interessanti, informativi e quasi sicuramente frutto di un onesto tentativo di far luce sullo scandalo ecologico del secolo. Ciò non toglie che ci sia anche chi ha intravisto subito nel disastro un’occasione d’oro e sta cercando il suo posto nella mangiatoia. “Sono in molti a lavorare sul soggetto”, ha detto a questo proposito Mitch Hoffman della Grand Central Publishing, “Con una storia di questa imponenza e importanza, ci saranno innumerevoli libri. Ho cominciato a sentire parlare di libri già nei primi giorni dopo che la Deepwater Horizon è esplosa.”
Insomma, la fauna aviatica di Florida e Lousiana rimane quotidianamente intrappolata nelle acque sempre più nere del golfo del Messico; e intanto, intorno a ciò che rimane della piattaforma Deepwater Horizon, flotte di avvoltoi temperano le loro matite.
Per fortuna, c’è anche chi di fronte a golose offerte editoriali ha preferito rimettere il cappuccio alla penna e occuparsi d’altro. Ad esempio Micheal Lewis, nativo di New Orleans, era considerato tra i perfetti candidati per traslare in forma narrativa la tragica vicenda, ma ha declinato ogni offerta. Lo stesso vale per lo storico Douglas Brinkley, che già si era occupato di Katrina: “Ne ho abbastanza della falla petrolifera” ha dichiarato “non penso che la gente voglia davvero leggere altro su questo fatto.”
- Mercoledì 21 Luglio 2010

Il Salone del Libro di Torino
Wrecking Ball Tour
Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus
I nostri libri, per amare le città
Letture per i più piccoli
Libri sul comodino
Fumetti da non perdere
Le nostre scelte: le letture da non perdere
Sei video per amare gli ebook
Ebook: come scegliere il reader giusto
VAI ALLO SPECIALE
Charles Dickens, 200 anni
Perché il pallone è ben altro






Io scrittore, tu grafico
Philip K. Dick in copertina
Wislawa Szymborska, cinque libri per ricordarla
Fumetti: Cena con Gramsci
Antonio Tabucchi, cinque libri per ricordarlo
L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento
A Buenos Aires una nuova Torre di Babele, di libri







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.