Gli ebook uccideranno gli editori? Un importante agente letterario pensa di sì

L'agente letterario Andrew Wylie - Credits: Esthr @ flickr

L'agente letterario Andrew Wylie - Credits: Esthr @ flickr

C’è chi quando arriva la burrasca corre in coperta, ammaina le vele e aspetta di capire da che parte spinge il vento. C’è chi invece rimane nel cuore della tormenta, convinto di poter approfittare del vento per fare un balzo un avanti. Stiamo parlando dell’agente letterario Adrew Wylie, e la burrasca in questione è la diffusione inattesa di vendite di ebook che, stando ad Amazon, negli ultimi mesi hanno surclassato quelle di libri hardcover.

Ieri Andrew Wylie, chiamato affettuosamente “lo sciacallo”, uno dei più importanti agenti letterari al mondo, ha stretto con Amazon un accordo senza precedenti per vendere gli ebook dei suoi autori senza passare da una casa editrice. L’evento ha suscitato immediatamente un’ondata di preoccupazione e di infuocate polemiche. Fra i 20 libri che Wylie ha infatti raccolto per il lancio della sua Odyssey Editions non compaiono esordienti, ma nomi importantissimi come: Philip Roth, Salman Rushdie, Orhan Pamuk, nonché i defunti John Updike e William S. Burroughs.

Tra le case editrici che hanno ospitato per anni nelle loro scuderie i 700 super-autori rappresentati dallo Sciacallo (altri nomi? Dave Eggers, Saul Bellow e Jorge Luis Borges), si è subito diffuso il panico.

La prima alzata di scudi arriva da Random House, tramite il suo portavoce Stuart Applebaum: “La decisione dell’agenzia Wylie di vendere ebook esclusivamente ad Amazon per titoli che sono soggetti ad accordi con Random House”, ha dichiarato, “va a minare i duraturi impegni e gli investimenti nei confronti dei nostri autori, ponendo questa agenzia come nostro diretto competitor”. Il portavoce ha anche aggiunto che finché la decisione di Wylie rimarrà, Random House cesserà ogni contatto con l’agente.

Da parte sua Wylie ha deciso di mantenere il basso profilo e ha abbozzato un “ci devo pensare”. Quello che è chiaro è che la disputa riguardante i diritti dei romanzi in formato elettronico non si placherà presto. Se da un lato gli editori rivendicano come propria ogni tipo di riproduzione digitale dei testi pubblicati prima dell’avvento dell’ebook, le agenzie (e gli autori, che nel caso degli ebook non si accontentano del 25% di royalties) ribattono che gli accordi si limitano al formato cartaceo, mentre i diritti sull’opera spetterebbero solamente agli autori.

La battaglia Random House-Wylie potrebbe creare un importante precedente che, nel caso l’ago della bilancia pendesse in favore dell’agente americano, sottrarrebbe ai grandi editori una componente preziosissima del loro fatturato, i cosiddetti libri backlist (ovvero, di catalogo), che nell’ambiente, non a caso, vengono soprannominati Crown Jewels, in italiano “gioielli della corona”.

Inoltre, se l’operazione di Wylie andasse in porto, sarebbe il primo passo verso l’indebolimento patologico dell’editoria tradizionale, che rischia di essere sempre di più ridotta a trascurabile intermediario.

Commenti

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Il 26 Agosto 2010 alle 14:53 Ebook, vietato pubblicare senza casa editrice. La Random House vince contro Andrew Wylie - Libri - Panorama.it ha scritto:

[...] letterario che voleva cambiare le regole del gioco editoriale ha fallito. La disputa tra Random House e Andrew Wylie è finita 1 a 0 per la casa editrice. Chi già intravedeva [...]

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