Chuck Palahniuk, Senza veli. Paura e delirio nella vecchia Hollywood

Credits: trailofdead1 @ flickr

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Dal 1999 (quando è uscito nelle sale Fight Club) non passa anno senza che una nuova opera di Chuck Palahniuk raggiunga le librerie italiane. Survivor, Soffocare, Ninna Nanna, Diary hanno aiutato il geniale e visionario autore di Portland a cucirsi alle caviglie uno stuolo di affezionatissimi fan ai quali, nel 2007, ha regalato un’autentica gemma della letteratura come Rabbia. Ora, dopo essersi scrollato di dosso i lettori meno pazienti grazie a romanzi come Gang Bang e Pigmeo, è pronto a tornare in libreria con Senza Veli, caustico romanzo ambientato nella Hollywood degli anni d’oro.

Il prossimo 24 agosto Senza Veli (250 pagine, Mondadori) porterà nelle librerie italiane la storia di Hazier Cooter l’aiutante tuttofare della logora star Katherine Kenton, incamminata a passi lunghi e distesi sul viale del tramonto e patologicamente ossessionata dall’invecchiamento. Dopo anni passati a provvedere a ogni bizzarra richiesta dell’attrice, Hazier si trova a dover superare se stessa quando la Kenton viene abbordata da un certo Webster Carlton Westward III. A quanto pare, infatti, l’uomo ha scritto in anticipo un memoriale dell’attrice in cui prevede per lei una morte spettacolare sul set.

L’idea per Senza veli è arrivata mentre Palahniuk era sul set del film tratto dal suo Soffocare: “Stavo parlando con Sam Rockwell, che mi stava raccontando del film su Jesse James che stava girando con Brad Pitt” ha spiegatoa un certo punto si blocca e dice: ‘ascoltami. Bla bla bla. Brad Pitt bla bla bla’. Mi è sembrato che avesse una strana forma di sindrome di Tourette che gli faceva dire nomi a caso”. (Palahniuk si riferisce alla scelta di utilizzare, nella stesura del romanzo, una sorta di flusso di coscienza alla William Burroughs, lasciando cadere sul foglio nomi e aneddoti sulle grandi star della vecchia Hollywood). “E poi” continua Palahniuk “Un’ora dopo ero in taxi con un tizio che lavora nell’editoria e mi racconta di quanti biografie avevano in stand-by… Quando una celebrità muore, ci aggiungono un capitolo finale in modo che i libri possano arrivare nei negozi entro una settimana dalla morte. Questo sciacallaggio culturale mi ha parecchio affascinato.

In prima battuta sembrerebbe che il buon Chuck abbia abbandonato gli sperimentalismi di Pigmeo per ritornare nello steccato del romanzo più tradizionale. Abbaglio: Senza Veli, se possibile, è persino più bizzarro e sperimentale di Pigmeo. Vuoi per la scelta dei caratteri (grassetti e corsivi compaiono come nei rotocalchi di gossip), vuoi per la pioggia di riferimenti a star quasi dimenticate che vengono snocciolati come se il lettore si trovasse davvero negli anni ‘50, vuoi per l’approccio stilistico da Sindrome di Tourette, questo romanzo minaccia di mettere alla prova anche il Palahnukiano più navigato.

E se l’hollywood dei vecchi tempi non vi ispira, buttate l’occhio all’orizzonte, dove sono già pronte le prime bozze di Damned, romanzo che uscirà nel 2011 e sarà incentrato su una ragazza di 11 anni che si ritrova tra le fiamme dell’inferno. Palahniuk stesso ha rivelato di averlo scritto per esorcizzare la morte della madre, avvenuta per cancro nel 2009.

(qui sotto, Il booktrailer originale di Senza veli)

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