
Credits: Wisconsin Historical Images
Si dice che la storia la scrivano i vincitori. Ebbene, nel caso di Fidel Castro, è fin troppo vero. Se qualcuno infatti si stesse chiedendo cosa abbia fatto il più famoso e discusso leader rivoluzionario vivente negli ultimi due anni (nel 2008 si ritirò dalla scena politica per ragioni di salute), la risposta è: ha scritto. Un lungo libro di 25 capitoli, per essere precisi, appena sufficienti a descrivere nel dettaglio (o meglio, nei dettagli selezionati dal Lìder Maximo) l’impresa rivoluzionaria da lui stesso guidata che nel 1959 mandò a gambe all’aria il governo del golpista Fulgencio Batista, instaurando la più famosa e longeva dittatura a ispirazione socialista, attiva ancora oggi.
Il libro è intitolato: The Strategic Victory e gli ingredienti per raccontare una storia avvincente ci sono tutti. I protagonisti: un giovane medico argentino asmatico di nome Ernesto Guevara, un ex-Presidente cubano, Fulgencio Batista, salito di nuovo al potere con un colpo di stato, un gruppo rivoluzionario chiamato Movimento 26 luglio e infine lui, un avvocato dalla favella incandescente cresciuto tra i tribunali e le galere de l’Havana di nome Fidel Castro. Un’ambientazione: Cuba e la boscaglia della Sierra Maestra. Un evento storico: il rovesciamento di un esercito e di un governo da parte di alcune decine di guerriglieri.
“Il libro comincia con un’introduzione in cui spiego i miei dubbi riguardo al titolo” ha dichiarato lo stesso Castro dalle colonne del Digital Granma International “Non sapevo se chiamarlo ‘L’ultima offensiva di Batista‘ oppure ‘Come 300 ne sconfissero 10.000‘, ma l’ultimo suonava più come una storia di fantascienza”. O come una storia di Frank Miller. A giudicare dalle prime indiscrezioni, infatti, pare che Castro, come nella sua precedente autobiografia, abbia raccolto una storia fatta solo di luci, scremando ogni tipo di ombra, e confenzionando una sorta di auto-agiografia che, pur assumendo un valore storico innegabile, rischia di omettere alcune chiavi di lettura importanti per l’analisi della Storia cubana.
Oggi, mentre il suo primo libro sta per uscire nelle librerie cubane, Castro sta già scrivendo un secondo volume, che ha deciso di chiamare “The Final strategic Counteroffensive”. Ma perché, alla veneranda età di 84 anni, Fidel Castro dovrebbe passare le calde giornate all’Avana a imbrattare pagine e pagine con l’inchiostro della storia rivoluzionaria? Secondo alcuni, il Lider Maximo, giunto sul viale del tramonto, ha deciso di consegnare alla Storia la sua verità. Secondo altri, il recente ammorbidimento delle tensioni fra il fratello Raul e gli Stati Uniti lo avrebbe convinto a ritornare sulla scena, per impedire che l’american way of living si insidi nell’Isola perché, come ha più volte ribadito, “Il capitalismo rovinerebbe Cuba”.
- Lunedì 2 Agosto 2010

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Commenti
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Il 2 Agosto 2010 alle 14:09 cantastorione ha scritto:
Sono d’accordo… sarebbe un contrasto con la sua verità…. anzi io sarei per il ritorno del comunismo in Russia, in India, in Africa, in Cina… e nei paesi dell’est…..
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