
Credits: Doctor Paradox @ flickr
“Dovete essere ubriachi di scrittura, così che la realtà non riesca a distruggervi”, diceva Ray Bradbury ai giovani (e non) aspiranti scrittori nel suo Lo Zen nell’arte della scrittura. Essendo un tipo che predica bene e razzola bene, l’autore di Faranheit 451 la sua sbornia creativa l’ha sempre coltivata con diligenza avvicinandosi al secolo di età con la penna ancora salda in mano.
Ieri, l’autore di vere colonne portanti della letteratura fantastica come Cronache Marziane e L’Uomo illustrato, ha soffiato la candelina dei novant’anni. Novant’anni dei quali 78 passati a scrivere. Figlio di padre americano e di madre svedese, ha scritto la sua prima storia a 12 anni, quando ancora divideva il suo tempo tra le sale cinematografiche, le biblioteche e i relitti ferroviari di Waukegan, Illinois.
In questi posti si nutriva di immagini, situazioni ed eventi che prima si depositavano e fermentavano nella sua mente febbrile, quindi venivano liberati al ritmo di 1000 parole al giorno. Il risultato di 1000 parole al giorno per 78 anni sono 500 e passa opere di narrativa e non-fiction che oltre ad aver procurato all’autore un posto di riguardo nel pantheon della letteratura americana, hanno forgiato l’immaginario di centinaia di giovani scrittori e artisti.
Nonostante l’età e gli inevitabili acciacchi, la produzione di Bradbury ancora non si ferma. L’ultimo parto è Juggernaut, un racconto scritto in questi mesi per il Saturday Evening Post e leggibile in lingua originale qui.
Quello di ieri però non è stato un compleanno qualsiasi. La città di Los Angeles, dove l’autore vive, ha nominato la settimana a venire Ray Bradbury Week . In soli cinque giorni Bradbury dovrà presenziare a letture, proiezioni, recite teatrali e commemorazioni in suo onore; una lunga serie di appuntamenti tra i quali spicca una giornata nella corte del magnate di Playboy Hugh Hefner che ha voluto organizzare una proiezione straordinaria di Farnheit 451 in suo onore. Non bastasse, proprio in questi giorni è comparso su YouTube un videoclip in cui Rachel Bloom, una giovane comica, dichiara esplicitamente il suo amore (carnale) per l’autore. L’autore novantenne ha dichiarato di aver visto il video e di averlo adorato (chi fosse curioso, lo trova qui).
Insomma, tra centinaia di storie, commemorazioni e dichiarazioni d’amore, la vita di Ray Bradbury non accenna minimamente a rallentare. Evidentemente la sua sbornia creativa ha funzionato, la realtà di cui aveva tanta paura non è mai riuscita a raggiungerlo.
- Lunedì 23 Agosto 2010

Il Salone del Libro di Torino
Wrecking Ball Tour
Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus
I nostri libri, per amare le città
Letture per i più piccoli
Libri sul comodino
Fumetti da non perdere
Le nostre scelte: le letture da non perdere
Sei video per amare gli ebook
Ebook: come scegliere il reader giusto
VAI ALLO SPECIALE
Charles Dickens, 200 anni
Perché il pallone è ben altro






Io scrittore, tu grafico
Philip K. Dick in copertina
Wislawa Szymborska, cinque libri per ricordarla
Fumetti: Cena con Gramsci
Antonio Tabucchi, cinque libri per ricordarlo
L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento
A Buenos Aires una nuova Torre di Babele, di libri







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 9 Settembre 2010 alle 14:14 Ho 12 anni, scrivo romanzi. Il mondo inesplorato degli scrittori adolescenti - Libri - Panorama.it ha scritto:
[...] pubblicare, tre anni dopo, il suo primo romanzo. Ma senza andare troppo lontano, basta pensare che Ray Bradbury dall’età di 12 anni scrive mille parole al giorno, per comprendere come quello dei [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.