
(Credits: Ansa/Andrea Liberto)
Paul Valéry e Marguerite Duras, Talete e Anassimandro, Nietzsche e Victor Hugo. Non è difficile immaginare che al mare, e più in generale all’acqua, la letteratura e la filosofia occidentale abbia dedicato milioni di frasi e migliaia di pagine.
Un profluvio di citazioni, un ircocervo a volte ibrido e contraddittorio che Cécile Guérard ha pensato di rendere più organico e analitico con un curioso pamphlet edito da Guanda.
Si intitola semplicemente Piccola filosofia del mare ed è un saggio a metà tra excursus filosofico e divagazione esistenziale.
Il risultato è un buon esperimento editoriale che convince molto nella parte di rievocazione dei grandi filosofi e un po’ meno in quella meditativa che la Guérard porta avanti parallelamente nel libro.
“Una talassoterapia dell’anima”, l’ha definito Le Figaro Magazine e la definizione non è molto lontano dal vero: suonerà caro specie per chi è stato costretto a trascorrere quest’estate senza ascoltare lo sciabordio marino. Anche perché, come scrive Guérard, il mare resta “il nostro cruccio più bello”.
- Martedì 24 Agosto 2010

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