
L'agente letterario Andrew Wylie - Credits: Esthr @ flickr
L’agente letterario che voleva cambiare le regole del gioco editoriale ha fallito. La disputa tra Random House e Andrew Wylie è finita 1 a 0 per la casa editrice. Chi già intravedeva all’orizzonte la fine delle case editrici, si rassegni.
Lo scorso luglio, Andre Wylie, uno degli agenti letterari più famosi (e potenti) al mondo, aveva fatto un annuncio che si era abbattuto come un uragano sul panorama editoriale mondiale: la sua Odyssey Edtions e Amazon si erano accordati per la pubblicazione e la vendita di una dozzina di libri in formato ebook, per la prima volta senza l’intermediazione di una casa editrice. Va precisato che non si trattava di libri qualunque, ma opere di illustri nomi del calibro di Vladimir Nabokov e John Updike.
L’annuncio aveva suscitato una furibonda alzata di scudi da parte di diverse case editrici. In particolare, Random House si era messa sul piede di guerra annunciando che finché Wylie non avesse fatto marcia indietro, la casa editrice avrebbe interrotto ogni collaborazione con lui. Martedì, dopo un mese di guerra fredda e riunioni a porte chiuse, il direttore di Random House Markus Dohle ha annunciato che, dopo aver stretto un accordo con Andrew ‘Sciacallo’ Wylie, i diritti digitali dei 13 libri incriminati appartengono ufficialmente alla casa editrice, e tramite essa verranno messi in vendita su Amazon.
É stato tutto risolto a tarallucci e vino, dunque? Agenti ed editori amici come prima? Non proprio. Il problema sollevato da Wylie non aveva solo a che fare con l’arroganza e l’ambizione di un agente letterario, ma con un problema relativo alle royalties e, in sostanza, alla percentuale del prezzo degli e-book che finisce effettivamente nelle tasche degli autori (e quindi degli agenti).
In una recente intervista, Roberto Santachiara, agente che rappresenta tra gli altri anche Roberto Saviano, ha spiegato perché avesse deciso di mettere in guardia i suoi autori dal vendere i diritti relativi alle versioni digitali delle proprie opere agli editori: un ebook ha dei costi di distribuzione e di produzione nettamente minori a un volume cartaceo, in più non da rese, per questo motivo le percentuali dell’editoria tradizionale non sono più applicabili. Secondo un calcolo di Santachiara, perciò, l’autore si ritroverebbe a guadagnare 1,4 euro su ogni 10 euro derivanti da un ebook.
Risulta dunque chiaro che se Random House ha vinto questa battaglia, non significa che la vecchia editoria abbia vinto tutta la guerra. Un ripensamento degli assetti editoriali e delle relazioni agente-editoria è indispensabile, in un mondo che sembra sempre più propenso a sostituire centinaia di pesanti volumi con un leggero e pratico Kindle.
- Giovedì 26 Agosto 2010

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Commenti
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Il 17 Dicembre 2010 alle 16:36 Ebook, quanti e-reader sotto l’albero di Natale? ha scritto:
[...] milioni di dollari incassati in un quadrimestre). E mentre agenti letterari e case editrici ancora faticano a trovare un accordo per la vendita degli e-book dei loro autori più gettonati, le piccole case editrici stanno [...]
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