
(Credits: Zappadu/Ansa)
L’Europa? Un super-Stato burocratico che ha deciso di evitare il peso della libera scelta. L’eutanasia? Finché è possibile, è meglio evitare una legge. Gli organismi geneticamente modificati? “Io sono un Ogm, e per questo ne sono a favore, a patto che siano attentamente costruiti per generazioni, proprio come me”.
Il suicidio dell’Occidente è una densa intervista rilasciata a Luigi Iannone dal filosofo britannico Roger Scruton e pubblicata nella sfiziosa collana “Il salotto di Clio” diretta dallo storico Francesco Perfetti.
In poco meno di settanta pagine si affrontano i temi della bioetica e dell’economia, della democrazia e dello stato-nazione, dei diritti individuali e della privacy.
Lo spettro dei temi è ampio, quasi universale. E – va detto subito – il prodotto premia la scelta.
Innanzitutto perché di Scruton, in Italia, sono state pubblicate poche opere (la più nota è probabilmente il Manifesto dei conservatori); e poi perché la chiarezza epigrammatica del filosofo si presta bene al taglio dell’intervista.
Il risultato è un condensato di un pensiero (conservatore e molto politicamente scorretto) che nell’Italia delle lettere alberga con poco agio.
Incalzato da Iannone, lo studioso traccia un quadro chiaro della sua visione, offrendo a chi lo legge una lettura accessibile e immediata, che non cade mai nello scetticismo compromissorio di molti degli intellos nostrani: “Sostengo la sfida di vivere qui ed ora – dice a un certo punto dell’intervista – e di raggiungere la tranquillità e l’ordine tra la gente e le cose che amo”.
Così disse Scruton, per il New Yorker “il più influente filosofo del mondo”.
- Giovedì 26 Agosto 2010

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