
Le polveri di una stella appena collassata (Credits:Ansa)
Pulsar, quasar e costellazioni: alzi la mano chi riesce a darne una definizione precisa e corretta. Se si escludono gli addetti ai lavori, i fortunati in grado di raccapezzarsi con il lessico astronomico sono i pochissimi. Colpa di una diffidenza ancestrale che, nel corso dei decenni, ha creato una cortina invalicabile tra la scienza e la divulgazione.
Da qualche tempo, però, le cose sono cambiate. La conferma di questa nuova tendenza arriva ora da un saggio da poco pubblicato da Longanesi.
Si intitola Poesia dell’universo ed è firmato da Robert Osserman, professore di matematica alla Stanford University e dal 1995 direttore dei programmi speciali del Mathematical Sciences Research Instiute a Berkley, in California.
Tema centrale del libro, l’esplorazione matematica del cosmo.
Con un curriculum così, dal suo autore ci si aspetterebbe una trattazione che sfiora l’alchemico e l’enigmatico. E invece no: il saggio di Osserman è una chiara (e paziente) guida all’universo e al mondo, decisamente non familiare, dello spazio-tempo curvo.
Chi si aspetta favole, aneddoti o apologhi per spiegare arditi teoremi scientifici, resterà presto deluso. Chi vuole invece capire cosa sia un frutteto, una curva a campana o quali meriti abbia uno scienziato del calibro di James Clerk Maxwell, invece troverà risposte cristalline e, ovviamente, molto argomentate.
Smettendo, così, un’immotivata diffidenza nei confronti dell’astronomia e dei suoi (finora perlopiù ignoti) meandri.
- Martedì 31 Agosto 2010

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Commenti
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Il 5 Settembre 2010 alle 10:50 micuomo ha scritto:
Questo sembra un libro da leggere attentamente e da meditare come quei testi filosofici orientali di tremila anni fa che spiegavano quello che ora iniziamo a conoscere dell’atomo e delle piccole “particelle” del nucleo.micuomo
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