
Credits: Hendrik Speck @ flickr
Michel Houellebecq è di nuovo nei guai. Questa volta non c’entrano il razzismo, le associazioni femministe, le accuse di oscenità o di attacchi al Corano. Questa volta il problema è più strettamente formale, grammaticale se preferite. Pare infatti che il geniale autore de La possibilità di un’isola abbia rubato alcuni passaggi del suo nuovo romanzo, La carte et le territoire, dalle pagine di Wikipedia.fr.
La notizia è stata diffusa negli scorsi giorni dal sito francese Slate.fr, che indicando parola per parola le frasi copiate, ha esplicitamente ha accusato l’autore di plagio. Un’accusa che l’autore ha definito “ridicola” rivendicando addirittura il suo diritto di autore a far manbassa dei contenuti dell’enciclopedia web per antonomasia. Il caso ricorda quello di un comico italiano, Daniele Luttazzi, reo di aver copiato centinaia di battute dal repertorio di famosi comici americani.
Esattamente come Luttazzi, Houellebecq prima ha nicchiato, poi ha rivendicato la dignità letteraria del furto, “è il mio metodo” ha dichiarato, “chi pensa che questo sia plagio, non sa niente di letteratura” ha puntualizzato. In Francia lo accusano di copiare peggio di un discolo alle scuole medie, e lui parla di metodo letterario, quasi il copia-incolla di frasi dal web fosse una sorta di moderna licenza poetica.
Ma basta andare a cercare l’oggetto del plagio, per capire che più che di aspirazioni letterarie, è il caso di parlare di pigrizia intellettuale. Uno dei passaggi incriminati infatti tratta del modo in cui si riproducono le mosche. Ecco come appare su Wikipedia.fr: “Ogni femmina può deporre fino a 500 o addirittura 1000 uova, in cinque diverse occasioni con circa 100 uova per volta. Queste uova sono bianche e misurano intorno agli 1,2 millimetri in lunghezza…”
Certo, parlare di plagio è eccessivo, oltre che scorretto. Houellebecq non ha rubato un’idea, una metafora, o una trama, ho solo riportato una descrizione scientifica senza prendersi la briga di riscrivere il passaggio in questione. Lo ammettono gli stessi redattori di Slate.fr che in un articolo hanno spiegato che, sebbene l’operazione di Houellebecq possa essere letterariamente ammissibile, l’autore avrebbe quantomeno dovuto usare le virgolette.
A gettare benzina sul fuoco, purtroppo, è lo stesso Houellebecq che, scottato da quelli che considera “abili insulti” è arrivato a paragonare un atto di pigrizia, all’approccio artistico di intramontabili maestri della letteratura: “Questo approccio, mescolare documentazioni reali e fiction, è stato usato da molti autori. Io in particolare sono stato influenzato da Perec e da Borges… Spero che, utilizzare questo tipo di materiale, possa contribuire alla bellezza dei miei libri”.
Peccato, perché stando alle prime recensioni, pare che La carte et le territoire sia davvero valido, al punto che Liberation è arrivato a chiamarlo “un’opera di genio”. Aspettiamo che arrivi anche in Italia per parlare della qualità letteraria del romanzo, provando magari a superare questioni che, con la dignità letteraria e la qualità artistica di un’opera, non hanno davvero niente a che fare.
- Mercoledì 8 Settembre 2010

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Commenti
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Il 15 Settembre 2010 alle 17:05 claimsaimon ha scritto:
Di Houellebecq ho letto Le particelle elementari e Estensione del dominio della lotta: praticamente geniali!
Comunque in italia è ufficiale l’uscita, sempre per Bompiani, il 29 settembre.
Staremo a vedere…
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