
Particolare della copertina - Credits: Albatros Il Filo
Non è uno di quei libri comparsi sulla scena accompagnato (o spinto) da battage pubblicitario. Ma sempre libro è. Non è un libro nuovo. Ma sempre libro è. La casa editrice (Gruppo Albatros Il Filo) non è un colosso. Ma sempre libri pubblica. E aiuta in questo modo nuove potenziali stelle nascenti. O semplici amanti del racconto, del raccontarsi, del mettersi a nudo. Ma andiamo con ordine.
“Dove danzano gli angeli” è il suo primo romanzo. Nel frattempo ha scritto e scrive poesie. Poi fotografa. Stefano Emanuele Ferrari è un ragazzo con i piedi per terra, le idee ben chiare e un solo desiderio. Quello della libertà.
Nel suo libro, diario di vita quotidiana, tra un casting e l’altro, tra la moda milanese, le notti brave, l’amore e le sue laceranti implicazioni, capiamo come ciò non sia sempre facile, possibile, ma crederci sempre e continuamente è la regola per non soccombere. Per non ritrovarsi ingabbiato:
Improvvisamente quella situazione mi fece rabbrividire. Pensai di ritrovarmi un giorno ai loro posti, strizzato in una cravatta in cerca di un po’ di dignità, senza nulla da raccontare se non lamentarmi dei programmi televisivi della serata.
In una giornata di fine estate, alla puesta del sol, lo abbiamo fermato e obbligato a risponderci.
1) Stefano è libero? Si può essere liberi al giorno d’oggi?
Penso di sì. Da alcuni anni lavoro nel turismo, faccio stagioni di quattro, cinque mesi fuori dall’Italia, e al mio ritorno cerco lavoretti saltuari. Una scelta che a volte pago con ristrettezze economiche, ma che permette di ritagliarmi del tempo per fermarmi, per guardarmi in giro, per scrivere. Non ho mutui da pagare, non possiedo quasi nulla se non una vecchia punto, una macchina fotografica e un computer, il mio bauletto pieno di idee, ricordi e pensieri.
La libertà porta ebbrezza, euforia, ma anche paura, preoccupazione, per un futuro che è sempre da riprogettare, giorno dopo giorno. Bisogna mettersi dei paletti, degli obiettivi, per non perdersi. Si può essere liberi al giorno d’oggi, perché no, a patto di voler accettare anche l’altra faccia della medaglia. Che può significare anche trovarsi soli, senza soldi, senza certezze.
2) Stefano e la scrittura… Stefano e la fotografia…
Scrivere è un modo per masticare quello che vivo, per alzarmi e guardare tutto dall’alto, per cercare di capire - o di sentire, per lo meno - quello che accade a me, a quello che mi circonda. E’ un modo per cercare di crescere.
La passione per la fotografia è nata dopo, come complemento alla scrittura, per non seminare sempre la stessa coltura e lasciare fertile il terreno. Il lavoro vero è iniziato solo un anno fa, a Formentera, da cui è nato un libro, Lady Formentera, dal forte accento poetico.
3) Hai dei rimpianti? Se sì, quali?
Ho provato spesso a guardare il mio passato, a rileggere i miei errori. Ne ho commessi tanti, e probabilmente ne commetterò tanti altri, ma non ho un vero rimpianto. Forse perché ho cercato sempre di riscattare in qualche modo i miei errori. Forse perché ho sempre cercato di essere sincero con me stesso. O forse perché nonostante tutto sto sentendo di aver imboccato una buona strada, magari non facile, non proprio redenta, ma che mi fa ancora sentire vivo.
4) “Dove danzano gli angeli” in 100 parole…
Parla di una donna, ad una donna, parla di come tutto sia sfuggevole, parla di come l’amore si nutra di silenzi, di sogni, attese, di come viva più dentro di noi, quasi come idea, senza riuscire a staccarsene, a manifestarsi veramente. E’ un romanzo intimo, profondamente intimo, che mette a nudo, spingendosi un po’ più in là, oltre al cuore della notte..
5) Ti sei inevitabilmente scontrato con le dure leggi dell’editoria?
La pubblicazione con grandi case editrici è un privilegio che spetta a pochi, magari non tutti ugualmente meritevoli; le strade che portano alla cultura ufficiale sono impervie. Per uno scrittore esordiente, che non ha una voce mediatica né conoscenze dell’ambiente, arrivare subito con la prima opera negli scaffali delle librerie è molto difficile. Se è vero che oggi pubblicare è più semplice del passato grazie alla stampa digitale e alla fioritura della piccola, piccolissima editoria, è vero che gran parte di questi prodotti editoriali finiscono in quella che Umberto Eco ha definito la quarta dimensione. Libri, a volta autoprodotti o auto acquistati, che non trovano visibilità, che hanno pochissime chance di arrivare al pubblico, di farsi leggere. Ma non bisogna scoraggiarsi.
“Se riesci a far sì che tutto ciò che stai scrivendo diventi una sorta di puzzle tra ciò che c’è, ciò che è stato, ciò che pensi nel momento in cui scrivi, se riesci a creare un’armonia tra l’immaginato, l’immaginario e il vissuto, allora sei uno scrittore. E lui è uno scrittore“. Parola di Andrea G. Pinketts!
- Mercoledì 8 Settembre 2010

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Il 9 Settembre 2010 alle 16:07 » Blog Archive » Sulle orme di Stefano Emanuele Ferrari per scoprire “Dove danzano gli angeli” ha scritto:
[...] Leggi tutto l’articolo di Valeria Merlini su Panorama.it [...]
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