
Rosso Floyd, particolare della copertina
Una grande seduta psicanalitica di gruppo e dietro lo specchio, a osservare non visto, lui, Syd Barrett, il grande rimosso della storia del rock. Ispirato dalla morte del primo leader dei Pink Floyd, qualche anno fa, Michele Mari scompone e ricompone in Rosso Floyd (Einaudi) la misteriosa storia dell’amatissima rock band. Un capitolo colto e sofisticato della loro sterminata bibliografia ma anche un affascinante romanzo corale, di matrice borgesiana.
Strutturato come una geniale metanarrazione in forma di istruttoria, il libro dà la parola ai personaggi che hanno attraversato nel tempo la galassia Floyd, dosando abilmente verità e finzione. A partire da Pink Anderson e Floyd Council, i due bluesmen cui si deve il nome del gruppo, si alternano all’immaginario microfono protagonisti e comprimari, ciascuno nel proprio registro linguistico, portando ciascuno il proprio mattoncino: confessioni, testimonianze, lamentazioni, referti, interrogazioni.
Emerge così l’inconscio collettivo dei Pink Floyd, un sistema fitto di rimandi e simbologie condito da un sapiente, britannico humour. È un prisma che nasconde un lato oscuro, quella dark side i cui sedimenti si accumulano da più di quarant’anni e ancora oggi rimandano invariabilmente a lui, Syd. Mattone dopo mattone, com’era prevedibile, si erige un muro di certezze che crolla appena cerchi di afferrarlo.
Il Crazy Diamond della famiglia PF (dal Trattato di gemmologia di Lovercraft jr apprendiamo che si tratta di un diamante di straordinaria purezza tagliato in modo tale da “catturare anche il lucore diffuso nell’ambiente”), “ufficialmente impazzito” un weekend del 1967 per abuso di Lsd, è forse l’unico caso di artista entrato nella leggenda ante mortem. I suoi compagni, in particolare Waters, gli hanno sempre voluto un bene sincero e tuttavia non hanno esitato a sostituirlo e a cambiare, attratti dalle sirene dello star system. Gilmour, il chitarrista chiamato al suo posto, era suo amico fraterno e si prodigherà per aiutarlo in ogni modo. Eppure ciò che rende inscindibili i due “fratelli siamesi” è il senso di colpa. Che si è tradotto in ossessioni, angosce, litigi, tormenti, visioni, esplosioni di ego, leggendari Syd sightings (”avvistamenti”).
Per uno dei tanti paradossi che irrorano le storie rock, la stella dei Pink Floyd cominciò ad ardere con The Piper at the gates of dawn, album scritto da Syd Barrett prima della sua eclisse. Da quel momento Barrett o il suo fantasma – ecco una tesi di Rosso Floyd – non ha mai smesso di sovrintendere al processo creativo dei suoi compagni. C’è lui che risplende, come ovvio, in Shine On e Wish you were here. Ma è sempre lui negli orgasmi multipli di Clare Torry in Gig, nel battito di Time, lui il bestiario di Animals e l’anima di Pink in The Wall, lui l’eterna ossessione di Waters mischiata al suo torbido rapporto con i genitori e l’autorità. Ancora lui nella penna di Gilmour e della moglie, chiamati a sostituire il “Lirico” dopo la traumatica scissione: missione compiuta introiettando le paranoie dello stesso Roger, cioè la matrice comune da cui tutto sembra essere scaturito.
Syd e la sua anima bella. Infantile e pura. Lunare come la guancia luminosa dell’astro. I boccoli e lo sguardo vacuo e magnetico. Poi, dopo un breve, misterioso viaggio, calvo gonfio e storpio. Chiuso in un sottosuolo senza memorie. Circondato da chitarre mute. Con produttori e discografici all’uscio pronti a ricoprire d’oro un suono di quell’ugola scordata. Syd musicista sopravvalutato (provate ad ascoltare i suoi dischi solisti), fannullone perdigiorno, peso per la società, capellone drogato. Mari ascolta tesi e antitesi senza sciogliere l’enigma, riscrivendo in forme moderne la fiaba del pifferaio magico.
- Martedì 14 Settembre 2010

Il Salone del Libro di Torino
Wrecking Ball Tour
Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus
I nostri libri, per amare le città
Letture per i più piccoli
Libri sul comodino
Fumetti da non perdere
Le nostre scelte: le letture da non perdere
Sei video per amare gli ebook
Ebook: come scegliere il reader giusto
VAI ALLO SPECIALE
Charles Dickens, 200 anni
Perché il pallone è ben altro






Io scrittore, tu grafico
Philip K. Dick in copertina
Wislawa Szymborska, cinque libri per ricordarla
Fumetti: Cena con Gramsci
Antonio Tabucchi, cinque libri per ricordarlo
L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento
A Buenos Aires una nuova Torre di Babele, di libri







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 15 Settembre 2010 alle 10:01 Panorama News 14 settembre 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Rosso Floyd, la biografia dei Pink Floyd secondo Michele Mari. Vera, verissima anzi inventata [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.