(Ansa) Il crimine organizzato, ma anche le stragi naziste per troppo tempo dimenticate, la criminale sottovalutazione del potere inquinante di un materiale poi dimostratosi cancerogeno: la storia d’Italia è fatta anche di questo e sui ”veleni” che l’hanno inquinata Carlo Lucarelli ha voluto scrivere un libro.
I veleni del crimine (Einaudi, 19 euro) è una lunga cavalcata su quanto l’Italia sia stata testimone di una serie di eventi che hanno creato sconcerto, quando non di peggio nell’opinione pubblica.
Alla quale, ed è questo il primo caso su cui Lucarelli ha lavorato, è stato ben difficile comprendere come lo Stato italiano (poco importa chi ne abbia avuto responsabilità diretta) abbia pensato che chiudere in un armadio la ricostruzione giudiziaria delle stragi naziste potesse nascondere una pagina di storia recente che ancora gronda del sangue di migliaia di innocenti.
Definire il contenuto di quell’armadio come l’archivio della vergogna è facile, è anche d’impatto, ma resta in tutti, e di questo Lucarelli se ne fa portavoce, lo sgomento per qualcosa che rimane inspiegabile, perché non c’entra l’insipienza, ma una complice accondiscendenza.
Ed poi la P2, la loggia Propaganda di Licio Gelli che, a distanza di qualche decennio, continua a fare arrivare schizzi di fango sulla nostra democrazia che tentò di manipolare, di modificare con un disegno eversivo che, lo temono in molti, non ha ancora finito di dispiegare il suo potenziale destabilizzante.
E poi Tangentopoli, un tritacarne giudiziario che spazzò una generazione politica, senza andare troppo per il sottile. E altri misteri, come la fine di Ilaria Alpi, la cui morte non ha ancora un responsabile, anche se forse se ne è compresa la ragione.
E poi il cancro del crimine organizzato, la feroce scalata al potere di clan di camorra e la non meno feroce - intellettualmente parlando - determinazione nel volere fare soldi, ben sapendo che sulla testa della gente non si metteva una innocua copertura, ma una bomba a lentissima orologeria, un meccanismo che, inesorabilmente, ha fatto entrare il cancro nel corpo di decine e decine di persone.
Carlo Lucarelli, come fa sempre, tende a non trarre conclusioni, lasciando al lettore lo strumento del giudizio. Lui fornisce il materiale, spetta agli altri, sembra voler dire, prendere coscienza dei veleni che hanno ammorbato il nostro Paese.
- Venerdì 24 Settembre 2010


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