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Sono passati 32 anni dall’uscita de Il mondo secondo Garp, il romanzo che lanciò la carriera di John Winslow Irving. Da allora l’autore americano ha pubblicato altri sette romanzi, ha vinto il Premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale con Le regole della casa del sidro e ha venduto milioni di copie, assicurandosi un posto di tutto rispetto tra gli autori bestseller americani.
In queste settimane arriva nelle librerie italiane il suo dodicesimo romanzo, Ultima notte a Twisted River, un’ambiziosa e ingarbugliata tragedia spalmata lungo cinquant’anni di vita provinciale nel New Hampshire.
Ultima notte a Twisted River racconta la storia di Dominic Baciagalupi, un cuoco che vive con il figlio dodicenne in una cittadina di provincia dove la professione più gettonata è quella del taglialegna. Per garantire la sicurezza della famiglia molti americani tengono un fucile sotto il letto, o un cane in giardino; Dom preferisce tenere una padella attaccata al muro, pronto a vibrarla alla prima intrusione.
Sfortuna vuole che a usare la padella sarà il figlio dodicenne, Danny, che una notte, convinto di aver visto un orso, la utilizzerà per abbattere l’amante di Dominic. La morte della ragazza scatenerà una serie inarrestabile di eventi che spingerà i protagonisti attraverso le strette maglie di una storia fitta di dilemmi morali, in puro stile Irving.
Ma il vero protagonista del dodicesimo romanzo di John Irving è ancora una volta il caso. Nell’intreccio di Ultima notte a Twisted River è il caso a trasformare, agli occhi di Danny, una ragazza dai capelli strani in un orso. È il caso a muovere la padella di Danny fino a fracassare la testa dell’amante del padre Dominic. Sempre il caso vuole che la ragazza in questione sia la fidanzata ufficiale dello sceriffo Carl e vuole anche che Carl sia matto come un cavallo e propenso alla vendetta violenta.
I personaggi di Irving sono pupazzi appesi a fili persi nel vento, si muovono inconsapevoli su un palcoscenico a orologeria che li ha designati interpreti di una tragedia. Ma quanto sono diversi dagli uomini reali, quelli che vivono fuori dalla pagina, e che ogni giorno devono confrontarsi con le conseguenze dei propri errori senza un autore che intervenga a fine capitolo per cucire una sommaria indulgenza.
Perché se è vero che un solo evento (ad esempio una padellata mollata per sbaglio a una ragazza) può dare il La a una valanga incontrollabile di eventi, è altrettanto vero che l’uomo, solitamente, ha il controllo su quel particolare primo evento (se Dominic non avesse l’abitudine di utilizzare la sua padella come arma di difesa, magari suo figlio non avrebbe accoppato la sua amante).
- Venerdì 24 Settembre 2010

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