Il BookFestival di BookAvenue. Il primo festival online della letteratura

Particolare della locandina del Festival - Copyright: BookAvenue

Particolare della locandina del Festival - Copyright: BookAvenue


Che cos’è il BookAvenue Book Festival?
Si svolge nella pianta virtuale di una città non-luogo con giardini, sale d’incontro, e piazze dai nomi evocativi. Vi partecipano esclusivamente gli scrittori esordienti ed è possibile incrociarli, ad una data e ad un’ora d’appuntamento scelti, in vere e proprie presentazioni virtuali grazie a Facebook che consente il dialogo tra scrittore e lettore.

L’appuntamento 2010.
Nel corso della sua breve storia, il BookAvenue Book Festival è cresciuto rapidamente in termini di dimensioni e portata, così da diventare una festa: la più grande e dinamica del suo genere nel nostro paese. Tanto che se ne parla anche fuori confine. La prima edizione del Festival ha ospitato 20 Incontri con l’Autore, ma ha fatto partecipare circa 15.000 persone che a vario titolo hanno visitato le pagine dedicate all’evento nei soli tre giorni della sua durata.
Oggi, il programma del Festival può contare su un sito ad esso dedicato nella speranza che allarghi la base di ascolto e di visite ai nuovi autori che vi prenderanno parte.

Le novità.
La novità introdotte sono a favore dei libri per ragazzi e della poesia che nella scorsa edizione per mancanza di tempo erano stati trascurati. La speranza è far passare queste pagine in una vetrina importante sia per gli scrittori per bambini che per tutti gli altri autori che vi partecipano.

Le date.
Prefestival:
dal 27 settembre al 13 ottobre
I giorni del BookAvenue Book Festival 2010:
da giovedì 14 a domenica 17 ottobre

I primi ad aver aderito.
Chiara Patarino - Nodi & Misteri
Alessandro Bastasi - La gabbia criminale
Romano A. Fiocchi - La leggenda delle perle di fiume
Massimiliano Naglia - Gli occhi della solitudine
Stefania Campanella “Formentera non Esiste”
Vorrei che fossi tu, Lorenza Bernardi
Bruno Panebarco, La voce degli ultimi
Grazia Frisina, A passi incerti
Vincenzo Bosica, Irregolare
Gian Andrea Rolla, Il funerale della balena

Chiaccherando con la mente del BBF.
Michele Genchi. Libraio di lungo corso, nutre verso le scienze sociali uno dei suoi grandi interessi e studio, oltre che la letteratura di cui scrive. Di quando in quando, tiene seminari sul mestiere di libreria.

1) Com’è nata l’idea del Festival on line?
L’idea è nata, come spesso succede, da un caso. L’anno scorso abbiamo ospitato un link di un sito americano per una gara letteraria al cui vincitore sarebbe andato in premio un tacchino (avete capito bene, un tacchino) La gara, la cui partecipazione da parte del pubblico richiede solitamente una iscrizione in danaro, ma i cui ricavi vengono destinati all’acquisto di libri per le biblioteche pubbliche, ha permesso a scrittori noti, ma anche a molti autori esordienti o poco conosciuti, di fare conoscere le proprie opere. Mi sono chiesto cosa era possibile mutuare da noi questa idea, magari a favore degli scrittori esordienti. È nato cosi il BookAvenue Book Festival.

2) Cosa ti aspetti da questo Festival?
Esattamente quello che sta nelle intenzioni. Lavoro in una libreria di catena dove sono presenti 30.000 titoli per 780 editori. La legge di Pareto del 20/80 vale anche nel mio punto vendita: significa che meno di 3000 titoli fanno l’80% del fatturato. Ci sono editori che hanno titoli presenti, ma che non vendono neanche una copia. Da gestore, quello che rimane è un costo a volte insopportabile. Da lettore, faccio la mia parte per quegli editori e autori che passano quasi sempre inosservati in libreria o che in libreria non ci arrivano nemmeno.

3) La più grande soddisfazione che hai ricevuto con la prima edizione?
La sorpresa. La prima edizione è stata edita in meno di una settimana e ha raccolto l’entusiasmo di una ventina di autori che hanno avuto la soddisfazione di essere visti da poco meno di 15.000 persone.

4) Per BookAvenue è una vetrina. Per gli autori che si iscrivono?
BookAvenue è un sito non-profit che parla di libri. Ci sono, naturalmente, molti blog che fanno lo stesso nel nostro paese; l’idea è quella di condividere prima di tutto con gli altri librai del paese alcune letture. Molto spesso il successo di certi libri parte dal tam tam
che si riesce a generare intorno ad una storia. Mi piace pensare che le nostre recensioni diano un contributo fattivo a questo scopo. Per gli autori che si iscrivono è una opportunità: mentre vi scrivo. il Bookavenue Book Festival nelle sue giornate di prefestival è gia stato visitato da 6.000 persone per altrettante pagine viste. Mi piace pensare che qualcuno si metterà alla ricerca di qualcuno dei titoli che vengono presentati. Questo discorso vale anche per il sito che accelera la sua base di visitatori abituali.

5) Come mai la scelta di affidarsi a FaceBook?
Molti possono lasciare d’impulso il proprio commento alla recensione/vetrina del libro. Facebook consente di simulare o imitare l’incontro con l’autore come in una vera e propria presentazione. La piattaforma consente, cioè, di chattare direttamente con l’autore ad una determinata ora nelle giornate del festival e di parlare del libro, magari chiedendo all’autore dove trovarlo. Considera che la quasi totalità dei titoli presentati è edito da editori poco o per niente distribuiti proprio nel canale di riferimento: la libreria, appunto. Non sembra un paradosso?

Come un vero e proprio festival, anche il Book Festival annovera suoi sponsor, ovviamente virtuali: Carta e Calamaio, Libereditor, ViolaBlanca.

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