Robert Baer, la CIA e le trame del Medio Oriente: ecco Iranyana

Mahmoud Ahmadinejad - Credits: EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

Mahmoud Ahmadinejad - Credits: EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

Ce lo immaginiamo con le fattezze di George Clooney che nel film Syriana cerca di sopravvivere in mezzo agli intrighi del Medio Oriente, con la sua esperienza di agente della Cia addetto alle operazioni sul campo. Robert Baer in realtà ha lineamenti più ‘nordici’ rispetto quelli del celebre attore che lo interpreta nel film tratto dal suo libro Dormire con il diavolo - Come gli Stati Uniti hanno venduto l’anima per il petrolio.

Baer, classe 1954, ha una storia decisamente avventurosa e intrigante, che racconta in La disfatta della Cia. È stato un giovane scapestrato e idealista che pensava solo a diventare sciatore, poi ha frequentato un’accademia militare ed è entrato nella Cia un po’ per caso.

Dal 1976 al 1997 è stato in prima linea sul fronte caldo del Medio Oriente, prendendo appunti su tutto ciò che vedeva. Deluso, ha mollato l’agenzia e ora la combatte con i suoi libri molto dettagliati e molto molto scomodi. L’ultimo, nelle librerie italiane in questi giorni, è Iranyana - Un agente segreto nel cuore dell’impero di Ahmadinejad, che racconta da vicino l’Iran di Ahmadinejad mettendo in luce i meccanismi che lo governano, le trame politico-terroristiche, le connivenze, gli scenari prossimi futuri.

Baer ha percorso migliaia di chilometri in Iran, ha parlato con terroristi e politici, diplomatici e gente comune, e ci mette in allerta, accusando i servizi segreti americani di non aver indagato e previsto quello che si poteva prevedere: è l’Iran che sta emergendo come potenza regionale da quelle parti, è l’Iran che comanda ora in Iraq, è l’Iran che può scatenare il finimondo.

Sono le stesse critiche che muove anche alla linea che l’amministrazione americana ha tenuto per anni in Afghanistan e Iraq, lasciando le maglie larghe agli estremisti dopo la fine della Guerra Fredda, fino a che non è più stato possibile controllarli. Per non parlare delle connivenze con il reame assolutista e corrotto dell’Arabia Saudita, fonte principale dell’approvvigionamento petrolifero degli Usa e una delle cause primarie dell’estremismo wahabita e della nascita di Al Qaeda.

Uno dei motti preferiti dell’ex agente è un detto di Sun Tzu: “Se non conosci né il nemico né te stesso, ogni battaglia sarà per te una sconfitta certa”. Il nemico è il terrorismo, certo, spiega Baer; ma anche la burocrazia americana, l’inutile e dannoso senso del politically correct che la Cia ha fatto suo da tempo, il predominio della tecnologia (SigInt, MasInt, ImInt) sull’intelligence umana (HumInt), quella delle vecchie spie che consumavano le scarpe e rischiavano la pelle per reclutare informatori tra le linee nemiche.

Leggere i libri di Robert Baer, comprensivi di censure in neretto da parte della Cia, può essere davvero illuminante. Ed è anche un buon passatempo: la sua prosa è semplice ma arguta e dotata di una buona dose di ironia, e le trame pericolose che racconta vanno a comporre una sorta di grande romanzo d’avventura dal thrilling ‘naturale’.

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