
(Credits: wordle. net)
Sembra ormai passato di moda, relegato agli scaffali della letteratura d’antan e guardato di sottecchi dalla cultura ufficiale contemporanea. Eppure resta un genere formidabile, che nel corso degli anni ha toccato vette difficilmente raggiungibili sia per tensione narrativa sia per acutezza di analisi. Fino a mezzo secolo, non c’era scrittore o intellettuale di un certo rilievo che non tenesse un diario: privato in vita, pubblico post mortem. Le mode letterarie passano, i gusti degli editori sono cambiati e di diari d’autore, di recente, se ne vedono davvero pochi.
È incredibile, ad esempio, come un autentico capofila del settore, quello di Jules Renard, non sia più disponibile se non nei mercatini dell’usato. E’ un’opera formidabile, probabilmente la migliore dell’autore di Pel di carota; un vero e proprio campionario di mottetti arguti e aforismi ancora oggi attualissimi, tipo: “Gli editori sono gentilissimi quando non si pubblica nulla da loro”; oppure: “Illustre critico, comprendo molto bene la vostra critica. Sappiate, ve lo dico tra noi, che nemmeno io piaccio sempre a me stesso”; o ancora: “Goncourt si lamenta dei tempi in cui viviamo. ‘Ormai occorre fare un capolavoro all’anno per non essere dimenticati’, dice”. Renard si definiva un Maupassant da taschino: la definizione, in effetti, gli calza a pennello. Resta uno dei pochi scrittori dell’Ottocento in grado di descrizioni attualissime e, in alcuni casi, persino postmoderne.
Di incredibile efficacia narrativa e di straordinaria riflessione analitica sono ancora oggi i tre diari di Arthur Koestler pubblicati dal Mulino: Freccia nell’azzurro, La scrittura invisibile, Schiuma della terra.
Oltre a raccontare l’evoluzione politica e culturale di uno dei rinnegati del Novecento per antonomasia, offrono un esempio davvero raro di come lo sguardo ironico (e auto-ironico) possa trasformarsi in una lucidissima analisi dei totalitarismi di massa del secolo scorso, senza imbattersi in falsi perbenismi e con una spietata dose di autocritica (in questi tempi, virtù assai rara e invidiata). Per questo, probabilmente, i diari sono il vero capolavoro di Koestler, e superano ai punti persino il suo libro più noto, Buio a mezzogiorno.
Sempre il Mulino, diverso tempo fa, ha pubblicato i quattro diari di una delle penne più talentuose del Novecento italiano, Giovanni Ansaldo. Si intitolano L’antifascista riluttante, Il giornalista di Ciano, Diario di prigionia e Anni freddi. Prima antifascista e collaboratore di Piero Gobetti, poi a capo del Telegrafo di proprietà della famiglia Ciano, in seguito in un lager tedesco per aver detto “no” alla Repubblica di Salò e infine, nel dopoguerra, direttore del “Mattino” per espressa volontà di De Gasperi. I trascorsi di Ansaldo sono turbolenti, il suo percorso decisamente controverso. Eppure, leggendo i suoi diari, viene fuori un ritratto vivissimo di una generazione sospesa tra l’amor di patria e il fascismo, in grado di commettere molti errori ma capace anche di restituire un affresco vivissimo di un’intera epoca attraverso una concertazione di voci che oscillano dall’operaio al politico di livello e che tradiscono – in modo implicito e garbato – la straordinaria cultura del suo autore.
- Venerdì 5 Novembre 2010

Il Salone del Libro di Torino
Wrecking Ball Tour
Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus
I nostri libri, per amare le città
Letture per i più piccoli
Libri sul comodino
Fumetti da non perdere
Le nostre scelte: le letture da non perdere
Sei video per amare gli ebook
Ebook: come scegliere il reader giusto
VAI ALLO SPECIALE
Charles Dickens, 200 anni
Perché il pallone è ben altro






Io scrittore, tu grafico
Philip K. Dick in copertina
Wislawa Szymborska, cinque libri per ricordarla
Fumetti: Cena con Gramsci
Antonio Tabucchi, cinque libri per ricordarlo
L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento
A Buenos Aires una nuova Torre di Babele, di libri







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 29 Ottobre 2011 alle 18:39 Grigioverde: le guerre italiane raccontate da Giovanni Ansaldo | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] una biografia, né tantomeno un’autobiografia. Oltre che di diversi saggi, disponiamo dei suoi quattro diari, tra i più belli (forse, i più belli) che siano stati scritti nel Novecento [...]
Il 29 Ottobre 2011 alle 20:07 - Vivi Capena ha scritto:
[...] una biografia, né tantomeno un’autobiografia. Oltre che di diversi saggi, disponiamo dei suoi quattro diari, tra i più belli (forse, i più belli) che siano stati scritti nel Novecento [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.