Scelti per voi: cinque libri-intervista da non perdere

(Credits: Ansa/Percossi)

(Credits: Ansa/Percossi)

Molto spesso è stato tacciato di essere un genere minore, perlopiù provvisorio ed estemporaneo. Eppure, ha più volte regalato soddisfazioni inattese. Il libro-intervista non ha quasi mai goduto di una buona fama tra gli addetti ai lavori. Uno scotto ingiustificato, frutto di un classismo letterario piuttosto insopportabile. Proviamo allora a fare cinque segnalazioni che valgono davvero qualche ora di buona lettura.

Primo Levi è uno scrittore di primaria grandezza ed è tra i più noti e letti del Novecento italiano. Tutti conoscono Se questo è un uomo e La tregua. Molti di meno si sono imbattuti nella Conversazione con Ferdinando Camon, pubblicata diversi anni fa da Guanda e ultimata pochi giorni prima che il narratore morisse. Un libro secco, rapido e incisivo, che nell’affrontare il tema centrale dell’opera di Levi – lo sterminio degli ebrei – non ha affatto paura di essere politicamente scorretto: “Questo paragone del mondo col lager in noi – noi ‘tatuati’, noi ‘segnati’ – suscita una rivolta: no, non è così, non è vero che la Fiat sia un lager, che l’ospedale psichiatrico sia un lager: alla Fiat la camera a gas non c’è, e nell’ospedale psichiatrico si sta molto male ma non c’è il forno, c’è una va d’uscita, si ricevono i parenti. Queste scritte sui muri, viste qualche volta, ‘fabbrica uguale lager’, ‘scuola uguale lager’, mi rivoltano: non è vero”.

Altro libro, altra prima lama, ma stavolta non della lettura bensì della storiografia del Novecento europeo. Lui si chiama François Fejtö e al lettore italiano è noto anche per una storica collaborazione al Giornale diretto da Indro Montanelli. Nato in Ungheria nel 1909, Fejtö è stato nell’ordine: oppositore del fascismo trionfante in patria dopo la grande guerra, vittima dell’olocausto, ribelle contro lo stalinismo, protagonista - con Camus, Aron e Silone - della mobilitazione in favore delle rivoluzioni ungherese e cecoslovacca. Infine, un convintissimo sostenitore della necessità per l’Europa sovietizzata di ritrovarsi in un nazionalismo temperato privo di ogni tipo di rigurgiti sciovinisti. In Italia, i suoi saggi sono stati perlopiù pubblicati da Sellerio. Uno dei più belli e suggestivi è, appunto, un libro-intervista con Maurizio Serra, significativamente intitolato Il passeggero del secolo. Mischia ricordi di episodi vissuti in prima persona a formidabili (e ancora attualissime) analisi politiche e, nonostante sfiori le quattrocento pagine, si legge in un baleno.

Se restiamo nei confini della storiografia, non si può dimenticare Renzo De Felice, il più autorevole studioso del fascismo. Il titolo stavolta è Intervista sul fascismo, il coautore è il giornalista Michael Ledeen e le ragioni per leggerlo sono essenzialmente due. La prima: De Felice era un grande storico, ma anche un pessimo scrittore. Chi si è imbattuto nella monumentale biografia di Mussolini pubblicata da Einaudi, sa bene di cosa stiamo parlando: espressioni prolisse, punteggiatura ridotta al lumicino etc. etc. etc. Il libro edito da Laterza, non risente affatto di questi difetti, grazie soprattutto alla mediazione di Ledeen. Il secondo motivo: l’Intervista sul fascismo è uno dei due libri di De Felice in catalogo (l’altro è Breve storia del fascismo), che offrono una fulminea e chiarissima analisi di Mussolini e dei suoi gerarchi in poche pagine.

Spostiamoci di poco, galleggiando tra storia e attualità. Tra i giornalisti italiani viventi, il più abile a fare interveste è senza dubbio Claudio Sabelli Fioretti. Impossibile non citarlo. Anche perché la casa editrice Aliberti ha pensato qualche tempo fa di affidargli una collana. Di libri, ne sono usciti una mezza dozzina. Quello su cui puntare è senz’altro L’uomo che non c’è, scritto con Francesco Cossiga. Un’intervista straordinaria che, a una manciata di mesi dalla morte, restituisce un ritratto del presidente emerito assai più vivace e realistico di molti dei coccodrilli e dei ricordi pubblicati di recente in quotidiani e settimanali.

Ultima, ma non da ultima, Oriana Fallaci. Non si può dimenticare l’intervistatrice di fama mondiale, che grazie ai reportage e ai colloqui con alcune delle star della politica internazionale è certamente la giornalista più nota all’estero del Novecento italiano. La Rizzoli ha pubblicato, postuma, la raccolta Intervista con il potere. Ma il libro da leggere è il classico Intervista con la storia, un saggio che ha fatto epoca grazie ai ritratti-”interrogatori” di – tra gli altri - lo Scià di Persia, Henry Kissinger, Giulio Andreotti, Golda Meyr e Yasser Arafat. Nessun timore reverenziale, una scrittura straordinaria e personalità da vendere: i tratti inconfondibili della giornalista fiorentina ci sono tutti. Buona lettura, o nel caso buona rilettura.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

segui panoramalibri-su-twitter


I libri più venduti
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS

Archivi

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101