
particolare della copertina originale - Credits: Del Rey Books
Ci sono idee che si trasformano in realtà e cambiano il mondo. Ci sono idee invece che con il mondo si scontrano e rimangono tali. Prendete Julian Assange, immaginate se fosse nato cinquant’anni fa: l’idea che poi ha generato Wikileaks sarebbe rimasta solo un’idea, e nel migliore dei casi (posto che Assange abbia un talento letterario) avrebbe dato vita a un visionario romanzo di fantascienza. Sorprendentemente, è esattamente quello che è successo all’autore inglese John Brunner, che nel 1975, un ventennio prima della nascita di internet, scrisse un rmanzo in cui il mondo veniva sconvolto da un hacker che rendeva pubblici i segreti americani. Il romanzo si chiamava The Shockwave Rider .
Nel 1975 gli hacker non esistevano (e nemmeno esisteva la Rete), ma nella testa di Brunner il fastidio per gli scandali americani relativi a Nixon e al golpe cileno contro Salvador Allende erano germogliati rapidamente fino a generare il concetto di data-net, una sorta di proto-Internet, un network che collegava persone di tutto il mondo attraverso il computer. Nell’universo di The Shockwave Rider, attraverso data-net le persone conducono una sorta di vita parallela, navigando in un alienante eccesso di informazioni, fronteggiando pericoli fantascientifici (ma solo per l’epoca) come il furto d’identità virtuale e l’utilizzo sfrenato dell’ingegneria genetica sperimentata sull’uomo.
In questa cornice si muove Nick Haflinger, un ex-bambino prodigio intenzionato a sfruttare il suo acume e la sua conoscenza informatica per rovesciare il pentolone in cui bollono i terribili segreti del governo americano. Mentre San Francisco si sgretola per gli scossoni del Big One, mentre i naviganti devono farsi di tranquillanti per reggere l’overload di input che maneggiano ogni giorno, Nick confeziona un virus informatico capace di estrapolare tutti i segreti del database americano e a renderli pubblici.
Braccato dalla polizia, indice una conferenza stampa, in cui fa un discorso così simile a quello di Julian Assange che è difficile non immaginarselo con i capelli bianchi: “Al giorno d’oggi, tutto quello che si vuol sapere, posto che sia presente in data-net, si può conoscere. In altre parole, non esistono più segreti”.
Forse Assange ha letto The Shockwave Rider da bambino (anche se nel 1975 aveva solo 4 anni). Forse invece, l’idea che era germogliata in Brunner, ha raggiunto Assange 30 anni più tardi, e ha trovato terreno (e tecnologia) fertile per svilupparsi in Wikileaks. Comunque sia, il Time dovrebbe dedicare a Brunner una copertina retroattiva, come uomo dell’anno 1975.
- Giovedì 16 Dicembre 2010

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