Basta con sesso, incesto e stupri. I conservatori giapponesi vogliono censurare i manga

Credits: SEGArcadia @ flickr

Un'immagine del videogioco Bayonetta - Credits: SEGArcadia @ flickr

Quando si parla di censura, esistono domande semplici e domande complesse. Una domanda semplice: lasceresti che tuo figlio di 13 anni leggesse fumetti in cui vengono illustrate scene di sesso tra bambini, coprofagia, stupro e incesto? Probabilmente no. Ora una domanda complessa: per paura che tuo figlio possa ritrovarsi tra le mani un fumetto così estremo, te la sentiresti di censurare preventivamente la pubblicazione di questo materiale? La risposta in questo caso è molto meno scontata.

Nel dubbio, però, la frangia più conservatrice dei politici di Tokyo ha promosso e fatto approvare una legge che proibisce la vendita di fumetti “estremi” a ragazzi di età inferiore ai 18 anni. “Non puoi mostrare simili cose ai tuoi bambini”, ha commentato Shintaro Ishihara, tra i promotori del provvedimento, “Questo voto dimostra che il Giappone ha ancora buon senso, dopotutto”.

In realtà non si tratta di una censura vera e propria, i manga estremi (spesso individuati come hentai) continueranno ad essere pubblicati. Solo, riporteranno sulla copertina un avviso di proibizione della vendita ai minori. Chi violasse questo dettame si ritroverebbe a sborsare multe fino a 300.000 yen (2.700 euro). Naturalmente, il provvedimento di Tokyo ha scatenato la protesta di editori, rivenditori, delle associazioni che si occupano di libertà di espressione e, non ultimo, del primo ministro giapponese, Naoto Kan. Sul suo blog, il capo del governo di Tokyo ha scritto. “L’educazione dei giovani è una questione importante Ma è anche importante il ruolo dell’anime (cartoni animati giapponesi) nel mondo”.

L’industria dei manga (e degli anime) è tra le più importanti in Giappone, e dai tempi di Osamu Tezuka aiuta il Sol Levante ad esportare la sua cultura in tutto il globo. Tuttavia, negli ultimi anni le vendite di manga sono in declino (meno 20% nel 2010), e si teme che il provvedimento approvato a Tokyo possa infiggere il colpo di grazia al glorioso impero di carta stampata made in Japan.

Mentre da un lato il “manga” si sta evolvendo come un genere letterario a sé stante (recentemente sono comparse rivisitazioni de Il Capitale di Karl Marx e del Re Lear di Shakespear in chiave fumettistica), dall’altro molti hentai raggiungono picchi estremi in fatto di perversioni sessuali e violenza gratuita. Tuttavia, il confine tra arte e pornografia non è così marcato da poter effettuare una valida scrematura preventiva. Esistono manga che, oltre a raffigurare scene di sesso omosessuale estremo, affrontano in maniera efficace tematiche sociali, politiche ed etiche.

Prima di trincerarsi dietro il timore che un’esposizione a contenuti scabrosi possa “rovinare” un adolescente, bisognerebbe considerare quanto spesso l’informazione, e non la tutela repressiva, è il più valido strumento di formazione equilibrata.

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