
credits: Amelia-Jane @ flickr
A quanto pare, e si poteva intuire, i libri possono essere considerati il patrimonio genetico della cultura umana.
Nei laboratori di biologia evoluzionistica, infatti, i ricercatori confrontano genomi delle specie per tracciare il percorso evolutivo che ha portato dai primi esseri eucarioti alle creature senzienti come l’uomo. Nei laboratori Google a Mountain View, invece, i ricercatori confrontano le parole utilizzate dall’uomo per tracciare l’evoluzione culturale degli ultimi 200 anni. Il progetto è partito nel 2007 e ha coinvolto ricercatori dell’Università di Harvard.
Google ha messo a disposizione, come sorta di database “genetico”, un pool di 5,2 milioni di libri in formato digitale, liberamente accessibili a chiunque. Si tratta di volumi scritti tra il 1500 e il 2000, disponibili prevalentemente in Inglese, ma figurano anche testi spagnoli, francesi, tedeschi, cinesi e russi. Sommando tutti i termini in essi contenuti si arriva a 500 miliardi di parole. Un bacino utile non solo ai ricercatori, ma anche agli umanisti meno avvezzi alle materie scientifiche che vogliono aprire una nuova finestra sulla natura umana.
Grazie a un’applicazione chiamata Google Ngram Viewer, è possibile mettere a confronto la frequenza di un particolare termine dal 1800 ad oggi. E se sai scegliere i termini giusti, dai grafici di Ngram Viewer puoi fare emergere la Storia dell’uomo e della società. Provate a inserire i termini “man” and “woman”, e scoprirete che prima degli anni ’70 il secondo era molto meno citato nei libri pubblicati. Anche un bambino ora può scoprire in un click che “Gesù Cristo” è sempre più presente nei libri pubblicati, mentre il termine “libertà” è in leggero calo.
Attraverso i libri, con questo strumento, si può anche fotografare la storia, la fine dello “schiavismo” negli Stati Uniti, lo scongelarsi della “Guerra Fredda” e il dilagare della paura del “terrorismo”.
Insomma, se la nostra storia biologica è scritta nelle migliaia di geni delle nostre doppie eliche, la storia della cultura umana è scritta nei libri. Ma questo già si sapeva. Quello che mancava, era uno strumento veloce e di facile utilizzo, per passare in rassegna con un solo click milioni di pubblicazioni.
- Giovedì 23 Dicembre 2010

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