
George W. Bush e Bill Clinton (Credits: Ansa/Epa/Mike Theiler)
Si chiama Crown Publishing Group ed in queste ore evoca solo un nome: Julian Assange. È questa, infatti, la casa editrice americana che pubblicherà l’autobiografia milionaria del fondatore di Wikileaks. In quel di New York, in queste ore, però, si festeggia per altro.
In attesa di un best seller annunciato, il proscenio editoriale è infatti occupato da un altro (inatteso) successo: il libro di memorie di George W. Bush.
A poco più di un mese dal suo arrivo in libreria, e nonostante lo scetticismo con il quale era stato accolto da diversi osservatori, Decision Points ha superato le due milioni di copie vendute.
Un exploit clamoroso, e senz’altro inatteso, ottenuto grazie a una pervasiva campagna di promozione, anche via Facebook, ma soprattutto per alcune rivelazioni sui retroscena di alcuni cruciali decisioni prese dall’amministrazione americana (Afghanistan e Iraq su tutti).
Un solo dato, tra i tanti: per raggiungere un simile risultato, Bill Clinton con la sua autobiografia ha dovuto attendere una mezza dozzina di anni. Bush neppure una manciata di mesi. E in quel di New York sono convinti che questo – con il libro di Assange alle porte- sia solo l’inizio. Vedremo.
- Martedì 28 Dicembre 2010

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