Archivio di Gennaio, 2011

Montaigne, ritratto di anonimo, 1590
Sarah Bakewell,
How to live. A Life of Montaigne in one question and twenty attempts at an answer, Vintage.
Un po’ mi suona strano quando lo dico, ma è così: mi sto perdendo dentro una (lunga, 328 pagine più i vari indici e note di un paperback) biografia di Mointaigne (1533-1592).
Uh?
Sì in effetti se non avessi letto il parere di Nick Hornby su Internazionale, (o, se preferite, la rubrica “Stuff I’ve been reading” dello scrittore inglese si può leggerla anche prima e in originale su The Believer) non mi sarei mai avvicianto a questo libro di Sarah Bakewell (autrice di due altre biografie molto originali). Continua

Diplopia, figura 10: composizione di immagini sull'11 settembre, © Clément Chéroux
Sono passati quasi dieci anni dal crollo delle Twin Towers, l’attentato più fotografato nella storia dei media. Ma cosa abbiamo visto davvero dell’11 settembre? Perché la nostra memoria visiva è legata a così poche immagini ripetitive? E perché ci è sembrato di averle già viste? Clément Chéroux, storico della fotografia, ha condotto un’inchiesta rigorosa e documentatissima a caccia di risposte. Il suo libro, Diplopia (Einaudi), offre un quadro insieme sorprendente e inquietante.
“Un numero incalcolabile di macchine fotografiche puntate in direzione del sito della tragedia e solo 30 fotografie sulla prima pagina dei giornali americani del 12 e 13 settembre”. Come se tutti avessero visto la stessa cosa. Possibile? No, anzi sospetto. Dato che le spiegazioni offerte dagli esperti dei media (la teoria del trauma, quella dell’autocensura) non convincono, Chéroux setaccia la stampa mondiale costruendo un nutrito archivio di copertine, ordinate cronologicamente. Continua
- Tags: Frederick Forsyth, Il Cobra, Il nostro traditore tipo, John Le Carré, Ken-Follett, La caduta dei giganti, libri, noir, Panorama in edicola, Patricia Highsmith, Patricia-Cornwell, thriller
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di Enrico Groppali
Sono o no straordinari i maestri del noir del giorno d’oggi? E cos’hanno da invidiare ai loro predecessori del feuilleton che due secoli or sono, come Alexandre Dumas, s’ispiravano alla Repubblica romana difesa da Giuseppe Garibaldi per descrivere le disperate reazioni dei patrioti emuli di coloro che, a Napoli nel 1799, avevano cacciato i Borboni? Continua

(Credits: Campana/Ansa)
Irresistibile Barney. Dopo il rientro della scorsa settimana, il romanzo di Mordecai Richler - complice il film nelle sale - conquista la vetta della classifica dei libri più venduti della settimana. Continua

(Credits: Ansa)
Di solito, il genere non si presta a clamorose rivelazioni, specie se a esserne autore è un narratore, e non uno storico o un politico. Ma in questo caso, l’eccezione ci sta tutta. Continua

credits: max_thinks_sees @ flickr
Come Jane Austen, Arthur Conan Doyle, J. D. Salinger e Stieg Larsson, nemmeno a Charles Dickens è dato riposare in pace. Dopo che una legione di scrittori, produttori cinematografici e semplici cialtroni ha tentato di fare scempio de Il mistero di Edwin Drood, l’ultimo romanzo dell’autore inglese lasciato incompleto, ora è la volta della BBC, che ha annunciato di volerne trarre uno sceneggiato per la TV. A maneggiare il misterioso materiale letterario sarà Gwyneth Hughes, esperta sceneggiatrice di fiction e film per la TV.
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(Credits: flickr @ crespoluigi)
Partiamo dalla definizione. Dal vocabolario della lingua italiana Treccani, il boudoir è il “salottino da signora (per conversazione elegante e intima o per toletta), venuto di moda nel secolo diciottesimo”. L’enunciazione è chiara, ma fino a un certo punto. Continua

Particolare della copertina - Credits: Fausto Lupetti editore
Un violinista, uno scrittore, un pilota di caccia. Igal Shamir è tutto questo e anche di più. Il suo ultimo romanzo, Il violino di Hitler (Fausto Lupetti editore) dimostra la sua affinata capacità di raccontare le storie cullati dalla melodia delle parole. Continua


di Stefano Zurlo
Le Bestie di Satana, una setta di giovani lombardi dediti a delitti e droga, sono state condannate per quattro omicidi compiuti tra il gennaio 1998 e il 2004 in provincia di Varese, anche se si sospetta che la setta abbia potuto compierne un’altra decina. Ora la saga dell’orrore viene raccontata da Mario Maccione, membro della setta e sedicenne all’epoca dei fatti, condannato a 19 anni di reclusione: lo fa con Stefano Zurlo, inviato del Giornale, nel libro L’inferno tra le mani (ed. Piemme, 224 pagine, 15 euro) in uscita il 28 gennaio. Panorama anticipa il capitolo nel quale si descrivono le «prove di coraggio», al limite della follia, compiute dai ragazzi per entrare nella setta.
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Flash Book on FaceBook - Credits: Roberta Respinti
Chiamatela protesta, chiamatela iniziativa, chiamatela necessità. Comunque vogliate definirla, classificarla, etichettarla, il Flash Book si fa sentire. I suoi ragazzi invece no. Perché silenziosi si radunano in vie o piazze, si accovacciano a terra, tirano fuori il loro libro del momento e lì, nel traffico di una città che mai si ferma, si isolano e si lasciano guidare dalla magia delle parole di quelle pagine bianche. Continua

L'energia del vuoto, particolare della copertina di Guido Scarabottolo
Se è vero che le migliori idee nascono spesso da grandi passioni/ossessioni, l’infatuazione per la fisica ha acceso nella mente di Bruno Arpaia, giornalista e scrittore napoletano, una formidabile scintilla creativa. L’energia del vuoto, il suo ultimo romanzo appena pubblicato da Guanda, avvince con un ritmo incalzante e la trama polifonica a incastri, da giallo internazionale. E nel contempo getta una luce sui grandi misteri della fisica moderna, lasciando in eredità al lettore un bagaglio di conoscenze e domande cruciali. Continua

Credits: CapoReamol @ flickr
Immaginate di svegliarvi per diversi mesi in un mondo freddo, intrappolato nella neve, dove i colori e la luce del sole sono un vago ricordo, e un immobile disperazione appiattisce ogni cosa. I casi sono due: o qualcuno vi ha trasportato a vostra insaputa in Islanda, oppure siete finiti in mezzo alle 176 pagine di Io sono Febbraio, l’acclamato romanzo del giovane Shane Jones, ora pubblicato in Italia da ISBN edizioni.
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Credits: flickr @ simon_aughton
Vi sembrerà strano, ma per rintracciare le origini di uno dei piatti di maggiore osservanza ambrosiana, il risotto alla milanese, bisogna andare in Arabia e non in Lombardia. Se volete invece rintracciare la genesi del gustosissimo babà, dovrete fare una capatina in Polonia, e non in Campania. Continua
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