Flash Book. Quando la lettura diventa protesta

Flash Book on FaceBook - Credits: Roberta Respinti

Flash Book on FaceBook - Credits: Roberta Respinti

Chiamatela protesta, chiamatela iniziativa, chiamatela necessità. Comunque vogliate definirla, classificarla, etichettarla, il Flash Book si fa sentire. I suoi ragazzi invece no. Perché silenziosi si radunano in vie o piazze, si accovacciano a terra, tirano fuori il loro libro del momento e lì, nel traffico di una città che mai si ferma, si isolano e si lasciano guidare dalla magia delle parole di quelle pagine bianche.

Flash Book è uno spazio di protesta, che ogni partecipante riempie con la propria onestà.

Sediamoci a terra e leggiamo insieme in silenzio, in silenziosa protesta.

La notizia dell’ultimo raduno organizzato per l’evento Flash Book la si poteva apprendere sulla pagina ufficiale di FaceBook (dove si possono anche leggere i commenti dei passanti riportati dai partecipanti, più o meno esilaranti, più o meno illuminanti). Ma anche sul gruppo di FaceBook.
Ma il tam tam si era diffuso anche tra i blog, per esempio su tuttamilano.

A conclusione della giornata (che ricordiamo è stata sabato 22 gennaio, alle ore 15,00, al centro di Piazza Cordusio a Milano), abbiamo chiacchierato con l’artefice di Flash Book, Lorenzo Pisoni.

1. Chi è l’ideatore? Chi le menti?
L’idea è venuta a me nei primi giorni di dicembre nel pieno delle manifestazioni di piazza anti-Gelmini, stimolato dallo sconforto per un modo ignorante e superato di protestare, di pensare al futuro e del ruolo degli studenti nella società. Volevo proporre un’iniziativa diversa, nuova, da aggiungere alla protesta “classica”. La proposta è stata subito accolta con entusiasmo da Davide e Marco, con i quali in due giorni abbiamo tirato su il primo evento davanti alla Rinascente. Oggi l’impegno organizzativo e intellettuale di Flash Book è sostenuto insieme agli altri 6 studenti presenti al primo evento.

2. Che cos’è il Flash Book?
Flash Book è uno spazio di protesta in cui chiunque è invitato a leggere un proprio libro, a portare la propria personale protesta. Non tutte le proteste possono essere assimiliate al simbolo Libro, per questo pur senza indicare esplicitamente il Nemico lo condanniamo in tutte le sue forme: l’Ignoranza, l’anti-libro. I lettori partecipano a titolo personale, è vietato manifestare l’appartenenza a gruppi organizzati: unica regola tassativa è il Silenzio. Il Silenzio è la risposta più rumorosa che possiamo dare ad un mondo, politico e non, caratterizzato da una continua orgia di parole che finisce col privarle di ogni significato.

3. Sabato 11 dicembre eravate in 9, il 18 dicembre in 150, il 22 gennaio?
Il 22 gennaio eravamo più o meno 500, facendo una media dei conteggi che i partecipanti hanno fatto. Nel corso dell’ora e mezza però le partecipazioni sono state molto variabili: alcuni passanti si sono aggiunti leggendo i libri in più che avevamo appositamente portato, altri hanno lasciato l’evento nel suo svolgimento.

4. Più protesta o più piacere?
Flash Book è assolutamente una protesta: il lettore con la propria presenza crea un disagio alla circolazione pur senza proporre una chiave di lettura, una soluzione al disagio culturale italiano. Ha le proprie motivazioni per protestare attraverso il Libro, ma non sono le motivazioni di Flash Book: Flash Book è il contenitore. Indubbiamente il 22 gennaio, vista la larga partecipazione, verso la fine si è percepito un clima di divertimento e superficialità assolutamente contrario all’iniziativa. È stato un errore da parte di noi organizzatori, abbiamo sottovalutato l’accessibilità al cuore profondo di Flash Book: sul gruppo di facebook ci sono moltissimo documenti, spesso impegnativi dal punto di vista intellettuale, che devono essere compresi per poter partecipare consapevolmente ad una protesta che non è per niente scontata. Siamo ottimisti, sistemeremo tutto per le prossime edizioni, che saranno decisamente più incisive nella scelta del luogo.

5. Qualcuno di voi aveva l’e-book?
Che io sappia nessuno ha letto attraverso l’e-book, ma non ci sarebbe nulla in contrario. Io personalmente credo di non poter abbandonare il piacere di sfogliare la carta ruvida, fare l’orecchietta e scrivere note a margine.

Commenti

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Il 26 Gennaio 2011 alle 18:49 Flash Book | Il Sito Ufficiale di Francesco Falconi ha scritto:

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