

di Stefano Zurlo
Le Bestie di Satana, una setta di giovani lombardi dediti a delitti e droga, sono state condannate per quattro omicidi compiuti tra il gennaio 1998 e il 2004 in provincia di Varese, anche se si sospetta che la setta abbia potuto compierne un’altra decina. Ora la saga dell’orrore viene raccontata da Mario Maccione, membro della setta e sedicenne all’epoca dei fatti, condannato a 19 anni di reclusione: lo fa con Stefano Zurlo, inviato del Giornale, nel libro L’inferno tra le mani (ed. Piemme, 224 pagine, 15 euro) in uscita il 28 gennaio. Panorama anticipa il capitolo nel quale si descrivono le «prove di coraggio», al limite della follia, compiute dai ragazzi per entrare nella setta.
Io e Fabio (Tollis, ndr) siamo i più piccoli. Nel 1996 io compio 16 anni, Fabio 15. Gli altri, tutti gli altri, ci mettono alla prova, ci stuzzicano, ci provocano. «Dai, Mario, facci vedere se hai le palle». Siamo al Midnight e magari al tavolo vicino c’è una combriccola di dieci ragazzi. Io li fisso, mentre Zampollo, Wedra, Ozzy (sono i soprannomi attribuiti ai membri della setta, ndr) e compagnia mi incitano: «Dai, vediamo se hai il coraggio di attaccarli da solo». È demenziale, lo so, ma non posso tirarmi indietro. (…) Mi tocca escogitare soluzioni per non finire a pezzi: giro sempre con il coltello e il tirapugni in tasca. Quando l’aria si fa brutta, tiro fuori gli arnesi e mi difendo con quelli. Meglio di niente.
Ma le prove di coraggio non finiscono lì:
«Voi due siete piccoli, fateci vedere cosa sapete fare, altrimenti no, non resterete nel gruppo» è la minaccia corale. (…) Piena notte. In bicicletta raggiungiamo la Cava rossa, fra Cologno e Brugherio, il nostro territorio, dove ci muoviamo come i gatti. Il gioco è pericoloso, anche perché si svolge al buio. Buio assoluto. Non si vede niente. Noi però giriamo in tondo, sull’orlo del buco, a tutta velocità. Poi, all’improvviso, puntiamo la bici verso il basso e scendiamo come folli sullo sterrato. (…) E accanto al bicicross ci sono anche le bevute. La gara, questa volta, è a scolarsi una bottiglia di Jack Daniel. Sempre io e Fabio. Io contro Fabio, Fabio contro di me, io o lui da soli. Stappi il Jack e lo tracanni. (…) E le prove di coraggio fanno parte del paesaggio, come le orge. Ricordo benissimo la prima orgia: per il compleanno di qualcuno a Milano, in una casa in zona Cairoli. Arriviamo, siamo tutti satanisti o di simpatizzanti. Ci saranno una trentina di persone, neanche il tempo di entrare e l’orgia ha inizio. Le donne si spogliano, gli uomini scelgono le donne e viceversa. Gli accoppiamenti sono dappertutto, in tutte le stanze: per terra, sui tappeti, sui divani, in camera, in cucina, in sala, addossati alle pareti, gli uni a gomito a gomito con gli altri. Urla, gemiti, carezze. Camicette, reggiseni, slip qua e là. E qualche volta il cambio del partner avviene quasi al volo, in corsa, in tempo reale. Come la sostituzione delle gomme ai box della formula 1. (…).Ozzy (cioè Paolo Leoni, che sarà condannato come capo della setta all’ergastolo, ndr), che dobbiamo tenere continuamente a freno, ha un canale tutto suo per comunicare con gli altri satanisti. Lui celebra le messe nere e le messe nere attirano i satanisti che poi, bene o male, sono gli stessi che partecipano alle orge. Il pubblico è quello. Così la messa nera, che mi sembra una vera buffonata, è l’esca per trovare ragazze disponibili che poi ci scambiamo in quelle feste. Io mi informo: se la messa nera è collegata a un’orgia, bene. Altrimenti, niente. Resto a casa. (…)
Le messe nere non hanno né capo né coda. Io credo che anche per Ozzy siano l’occasione per mettersi in mostra. Per farsi notare dall’altro sesso. Per trovare nuovi adepti alle orge. Io credo che il satanismo in buona parte esista per via del sesso. (…) Ormai, abbiamo superato tutti i limiti. Orge, messe nere, prove di coraggio. E furti nei cimiteri, come nei film gotici. Con alcuni raid notturni portiamo via di tutto: statue, crocifissi, immagini della Madonna. (…). Lo scopo è duplice. Le croci e tutto il resto ci servono per le messe nere, ma anche per i concerti che ho in mente di dare. La coreografia per noi metallari è fondamentale. (…) La droga è il mio metronomo. La droga e la musica e tutto il resto. (…) Noctumonium (cioè lo spirito diabolico che «dialoga» attraverso Maccione, ndr) parla ancora una volta attraverso di me: «Chiamateci pure demoni o come più vi piace, ricordate solo che non potete scappare da questa realtà. Dovete sempre mantenere il segreto. Niente è per caso. Dovete seguire le istruzioni ed essere liberi allo stesso tempo» (…).
Cazzate giovanili. Da shakerare con gli altri ingredienti della nostra vita: l’lsd, la cocaina, le micropunte di acido lisergico. Le nostre note rabbiose, il nostro abbaiare gutturale, il nostro brutal death metal che è più estremo di quello già estremo di Glen. Le nostre catene. Gli ordini di Noctumonium. Le orge in cui la libertà più sfrenata convive con sentimenti oscuri: è in quelle ammucchiate che impariamo a odiarci. E a coltivare l’arte dell’odio e della vendetta. Ma per il momento teniamo. E cresciamo ancora. In quell’interminabile ’96, Ozzy, dopo averci portato Sapone e Simone, ci presenta anche Chiara (Chiara Marino, che sarà uccisa la notte del 17 gennaio 1998 con Fabio Tollis, ndr). Chiara è la sua vicina di casa, a Corsico, dall’altra parte dell’hinterland.
E Chiara entra subito nel giro delle sedute, delle orge e di tutto il resto. Del resto Ozzy è stato chiaro: «Lei è una satanista fatta e finita». (…). È proprio al Maxwell (una scuola dell’hinterland milanese, ndr) che i Ferocity si esibiscono per la prima volta. È il nostro debutto: io, Fabio e Massimino. Un trionfo. Un sacco di gente. Applausi. Brutal death metal che di più non si può. Sembriamo serial killer e forse lo siamo. Di sicuro, lo stiamo diventando. I ragazzi che assistono alla performance si esaltano, tanto nessuno capisce il nostro inglese che cola morte, crocifissi, Madonne calpestate, preti sodomizzati e massacrati. Se qualcuno avesse la percezione di quello che stiamo gridando, rabbrividirebbe.
- Mercoledì 26 Gennaio 2011

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Il 27 Gennaio 2011 alle 13:23 Tweets that mention Mario Maccione e “L’inferno tra le mani”. Ero una bestia. Di Satana - Libri - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
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