
Una scena di "Dylan Dog. Il film" - Credits: Hyde Park Entertainment/Platinum Studios/Moviemax
Dylan Dog, uno dei fumetti più venduti e letti in Italia (un milione di copie al mese), compie quest’anno 25 anni di onorata carriera all’insegna del mistero. E intanto sbarca al cinema con un film prodotto in America.
Era l’ottobre del 1986 e nelle edicole, accanto a Mister No, Martin Mystere, Zagor e Tex Willer, appariva la tenebrosa copertina de L’alba dei morti viventi, il primo numero di Dylan Dog, personaggio nato dalla mente geniale di Tiziano Sclavi (e dalla lungimiranza della Sergio Bonelli Editore). Classico titolo da film horror, per far capire fin da subito il taglio delle storie del nuovo fumetto.
Le celebrazioni ufficiali di questo anniversario si sono tenute il 10 marzo scorso, nell’ambito della rassegna Cartoomics Spin-Off 2011: Horror & Motion, che si è svolta nella sala del centro congressi della Provincia di Milano. Una serie di proiezioni a tema (La notte dei morti viventi di George A. Romero, Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau) è stata l’omaggio alla carriera dell’investigatore dell’incubo.
Ma in questi giorni si parla soprattutto di Dylan Dog. Il film, il lungometraggio uscito il 16 marzo ispirato proprio al personaggio bonelliano e diretto dal regista canadese Kevin Munroe. Ma i primi commenti che si cominciano a trovare in Rete, soprattutto da parte dei lettori aficionados, non sono per nulla positivi. Le motivazioni sono varie. Intanto chi interpreta Dylan (Brandon Routh, l’ultimo Superman) non sembra avvicinarsi alla fisionomia “dylandoghiana”, che è più precisamente quella dell’attore Rupert Everett, a cui Sclavi si è ispirato per tratteggiare la sua creatura (e già protagonista di Dellamorte Dellamore, film tratto dall’omonimo romanzo dello stesso Sclavi).
Non solo immagine, ma anche carattere diverso: nel film Dylan è un duro che gira con un tirapugni in tasca, lontano dal romantico e malinconico personaggio di carta. C’è poi l’ambientazione, non la piovosa Londra, ma la misteriosa e più moderna New Orleans. Per non parlare della scelta della spalla: il posto di Groucho è preso da un “simpatico” zombie (!).
È inevitabile che gli appassionati di Dylan Dog possano storcere il naso, ma si tratta di modifiche forse inevitabili, data la natura di trasposizione cinematografica non ufficiale.
Fa comunque riflettere la posizione di Tiziano Sclavi emersa in un’intervista: alla domanda “Sta per uscire nei cinema un film, una produzione tutta americana tratta proprio da Dylan Dog. Lei cosa ne pensa? È stato coinvolto in qualche maniera?”, ha risposto: “Mi spiace, ma questo è un argomento di cui non voglio parlare”.
- Venerdì 18 Marzo 2011

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