Scrivere è ciò per cui vivi: Parola di Chandler

Raymond Chandler in un disegno di Igort

Raymond Chandler in un disegno di Igort

“Mostrami un uomo o una donna a cui non piaccia il noir e mi mostrerai uno sciocco – uno sciocco intelligente magari, ma pur sempre uno sciocco”. È la caustica chiosa degli appunti sul romanzo noir contenuti in una raccolta curata da Dorothy Gardiner e Kathrine Sorley Walker e pubblicata in Italia originariamente nel 1976 da Oreste del Buono, il primo appassionato divulgatore dell’opera di Raymond Chandler. Appunti, lettere, scritti inediti ricomposti in un progetto curato a quattro (sapienti) mani da Sandro Veronesi (traduzione) e Igort (illustrazioni) per Coconino Press: Parola di Chandler

Il debordante, affilato epistolario – molte delle lettere sono indirizzate all’editore londinese Hamish Hamilton, amico di Chandler e sorta di coscienza critica del romanziere di Chicago – ripercorre la vita intellettuale e sociale di un uomo (ma non rivela “tutto l’uomo”) colto e geniale, sensibile ed egoista, umorale e provocatorio: un tipo “non del tutto amabile, non più di quanto sia uno scrittore docile e prolifico”. Libero dalle gabbie della forma-romanzo, Chandler sprigiona nelle lettere la stessa qualità che ne ha fatto un grande della letteratura, come osservano i curatori nella prefazione, quella magia nello scrivere che significa “l‘uso della parola giusta al momento giusto“.

Del resto proprio grazie all’uso dell’American english, la lingua inglese “sporcata” di gergo suburbano, Chandler si impose (prima in Inghilterra che in patria) come maestro di un nuovo genere, quell’hard-boiled verso il quale avrebbe poi sviluppato una sorta di amore-odio. Con un certo rammarico lamenta qui di non essere mai veramente riuscito a bazzicare altri generi, in un’epoca in cui “solo ogni tanto uno scrittore di polizieschi è trattato come un vero scrittore”. Trasferiti nelle sceneggiature i dialoghi fulminanti, i contesti studiati nel dettaglio e la fine caratterizzazione dei personaggi fecero comunque di Chandler una star hollywoodiana, specie quando nel capolavoro Il grande sonno Humphrey Bogart irruppe sul grande schermo come l’incarnazione perfetta dell’icona noir Philip Marlowe.

Una buona storia dev’essere distillata. Al contrario, gli appunti di Chandler sono un generoso scrigno in cui rovistare ritrovando il sapore di un’epoca: vita libri e film, aneddoti e osservazioni sul mondo del cinema e della Tv, l’opera propria e altrui, perfino i delitti celebri degli anni ‘40 e ‘50. Fedele al cliché del rude polemista, Chandler non le manda a dire ai colleghi della corte editoriale, critici, giornalisti e soprattutto agenti letterari, considerati sanguisughe al laccio della creatività d’altri. La digressione sugli amati gatti rivela la natura felina del romanziere di Chicago, curiosa e indipendente, sorniona e pigra, orgogliosa e con uno spiccato senso dell’umorismo, ma con un fondo di indecifrabile mistero: “Amo i gatti da tutta la vita e non sono mai riuscito a capirli”.

L’antologia contiene un racconto inedito e i primi quattro capitoli di The Poodle Spring Story, l’ottavo romanzo della serie di Marlowe che Chandler non fece in tempo a ultimare, sorpreso dalla morte nel 1959. Insieme agli appunti sul mestiere dello scrittore e al decalogo del romanzo noir, costituiscono un manuale di straordinaria attualità. Le tecniche di costruzione del romanzo mostrano una completa padronanza della materia ma anche il talento innato di che sa giocare con le parole per dare forma a idee pensieri atmosfere ed emozioni. “Sei proprio un pidocchioso scrittore” si legge fra le righe del delizioso racconto Una coppia di scrittori. “Mai la cosa in sé, sempre la maledetta emozione che l’accompagna”. È il manifesto intellettuale di Chandler: a che servono i trucchi del mestiere se non si riesce a trasferire sul foglio la qualità delle proprie emozioni e percezioni?

A partire dalla confezione, Parola di Chandler è un volume raffinato e di rara cura artigianale, con i bianchi e neri di Igort (ben cento i disegni) che sintetizzano a colpo d’occhio le suggestioni dell’America dei gangster anni ‘40. Ma è anche l’apripista della nuova collana Coconino Novel, fortemente voluta dallo stesso Igort, direttore editoriale di Coconino Press e maestro del noir grafico con capolavori come Cinque è il numero perfetto. Un ambizioso progetto teso al recupero di testi letterari dimenticati, riproposti nella nuova veste di racconti per immagini.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

segui panoramalibri-su-twitter


I libri più venduti
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS

Archivi

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101