
Mafia e Milano. Sessant'anni di convivenza - Credits: Flickr/EdgarStrods
Nel 1996 usciva il libro Mafia a Milano. Quarant’anni di delitti e affari, dei giornalisti Mario Portanova, Franco Stefanoni e Giampiero Rossi. Un titolo estremamente provocatorio per l’epoca, in cui ancora l’opinione comune pensava che la mafia fosse un fenomeno esclusivamente meridionale, che non potesse sconfinare e attecchire nel laborioso e “onesto” nord. Oggi sappiamo bene chi aveva ragione e qual è la verità.
Le recenti vicende giudiziarie, come quella che lo scorso novembre ha portato all’arresto di 130 persone in Brianza e allo scioglimento per ‘ndrangheta della giunta comunale di Desio, hanno mostrato come la tesi di quel libro non fosse un’assurdità e che gli autori erano forse tra i pochi capaci di non girare la testa dall’altra parte. Per questo motivo il volume è stato ripubblicato pochi giorni fa con il titolo leggermente cambiato e con qualche aggiornamento: Mafia a Milano. Sessant’anni di delitti e affari (edito da Melampo).
Portanova, Stefanoni e Rossi dimostrano, ancora una volta, che la mafia a Milano e in Lombardia esiste eccome, sin dagli anni Cinquanta. Nel libro si ripercorre in modo sistematico la storia di questa espansione, dalla stagione dei sequestri di persona ai casi di Sindona e Calvi, dall’arresto di Liggio alla figura di Mangano, lo stalliere “eroe” alias uomo di riferimento fra Cosa Nostra e noti ambienti degli affari negli anni Settanta e Ottanta. E poi ancora, dai quartieri di periferia controllati e militarizzati, fino ai grandi processi degli anni Novanta, dai quali cominciarono a emergere gli ambiti di azione delle cosche in Lombardia: non solo droga e armi, ma anche e soprattutto cantieri, patrimoni immobiliari, holding familiari.
Eppure ancora qualcuno minimizza, nega, si stupisce dei risultati delle indagini; probabilmente, citando Giulio Cavalli (attore e regista teatrale impegnato sui temi della legalità e consigliere regionale lombardo), “O è imbecille o è colluso”. Il libro esce in un momento in cui la sensibilità e la consapevolezza sembrano svegliarsi pian piano in Lombardia e può aiutare a togliere qualche fetta di salame dagli occhi.
- Lunedì 11 Aprile 2011

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Commenti
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Il 11 Aprile 2011 alle 22:10 cantastorione ha scritto:
…ma chi non lo sa!… la mafia c’è dove ci sono i quattrini e dove c’è il meglio… e dove se non a Milano? … se poi è servita anche a Milano per crescere …..
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