
Nelle terre del silenzio: particolare della copertina
Si intitola Nelle terre del silenzio, ha un titolo evocativo che sembra richiamare quello di un romanzo, ma in realtà è un saggio. Partiamo allora da un episodio.
“La svolta, nel destino di Stuart, fu un ingorgo sull’autostrada. Un bullone, staccatosi dal veicolo che lo precedeva, fu scagliato verso di lui come un proiettile. Infranse il parabrezza, gli trapassò la fronte e si conficcò in profondità nel lobo frontale sinistro”.
L’incidente è serio, ma in un primo momento poco preoccupante. Stuart rimane incosciente per pochissimo e, nonostante la perdita di un po’ di materia cerebrale, rifiuta i soccorsi. Soccorsi che comunque arrivano. I chirurghi gli estraggono dalla testa il bullone, e con esso un po’ di tessuto cerebrale adiacente.
Tutto ok? No. “Stuart ora ha difficoltà a prendere l’iniziativa. Prima di andare al lavoro, la mattina, Helen lo incoraggia ad alzarsi dal letto, lo indirizza verso il bagno, gli prepara i vestiti da indossare e gli fa fare colazione”. Ma soprattutto Stuart non ama più Helen: nei suoi confronti sente ciò che avverte verso tutti gli altri, cioè indifferenza.
Il suo caso fa impressione, ma è solo uno dei tanti finiti sotto l’osservazione del neuropsicologo Paul Broks, che ha deciso ora di raccoglierli ed analizzarli in un bel saggio da poco pubblicato da Longanesi.
Nelle terre del silenzio ha il grande merito di affiancare alla spiegazione scientifica una lingua chiara e colloquiale. Un libro sulla mente umana da poter leggere sulla spiaggia – ha scritto il Guardian – leggero come un soufflé , ma così profondo da lasciare il segno per sempre. È un giudizio aderente, che sottoscriviamo.
- Venerdì 29 Aprile 2011

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