“Il regno animale” di Francesco Bianconi. Parole scritte da chi le canta

Il regno animale, particolare della copertina - Credits: Mondadori

Il regno animale, particolare della copertina - Credits: Mondadori

Prima lo avete sentito cantare. Ora lo potete anche leggere. Perché Francesco Bianconi, cantante e compositore, ha pubblicato cinque album con il gruppo rock Baustelle e ha scritto canzoni per altri interpreti.

Più volte rimandato e con un titolo diverso (avrebbe dovuto chiamarsi “Un Romantico a Milano“), esce finalmente in libreria Il regno animale (per la collana “Strade Blu” di Mondadori): il romanzo d’esordio di Francesco Bianconi.

Piace e piacerà perché le premesse sono accattivanti, come solo un poeta della parola (in musica, ma non solo) sa offrire.
Il regno animale viene annunciato come un lavoro “Lirico, spietato, immaginifico e sfacciatamente contemporaneo”.

Avvertenza ai lettori.
Le vicende che stanno per essere raccontate sono false. Nonostante compaiano nella narrazione molti nomi propri e pochi unicorni, non state per leggere né un saggio, né un’inchiesta giornalistica, né tanto meno un romanzo storico. L’utilizzo di nomi di persone realmente esistenti è il frutto di una scelta estetica. Nel romanzo che state per leggere l’autore gioca con il presente e i suoi nomi, trattando questi ultimi come neomitologie e come stimolatori di universi di senso possibili ma completamente disgiunti dalla realtà oggettiva.
Ogni riferimento a persone, luoghi, fatti realmente esistenti è pertanto intenzionalmente e ironicamente casuale.

La trama.
A Milano piove di una pioggia ininterrotta. I ragazzini spacciano la coca a Quarto Oggiaro e i ricchi la fumano nelle feste in casa, sciolta in forma di free-base. Barboni e tossici brancolano come zombie, e negli aperitivi alla moda qualsiasi cosa è “carina” e “interessante”.
Alberto è arrivato dalla provincia attirato da un’inserzione che promette un lavoro. Vorrebbe scrivere, o almeno fare una vita avventurosa da giornalista. Sogna un futuro e ha problemi di erezione. Esce con Susi, bella e magra come la bassista di una band inglese, il corpo pieno di piccoli tagli. Carlo invece è rimasto in paese: da bambino con Alberto pescava le rane, coraggioso come un eroe, adesso è ingrassato e passa le giornate al bancone del bar ubriaco di Fernet.
Alberto scopre il mondo, e gli fa piuttosto schifo. Tutto gli sembra irrimediabilmente contaminato, corrotto: il lavoro, la musica, il sesso. A volte si sente invadere da un’ondata di tristezza stranamente accogliente. Lo terrorizza, su tutte, un’idea: “Ho paura di morire e avere vissuto senza essere servito a nessuno. Certe volte immagino il mondo che osserva il mio corpo senza vita: lo osserva un secondo, poi guarda l’orologio e tira avanti”.

Questa è la storia di un ragazzo, di una generazione, di un trancio di società occidentale.

Il primo romanzo di Francesco Bianconi è una sorpresa e una conferma. Il leader dei Baustelle, acclamato poeta della canzone, esordisce con un’opera potente e originale, un inno al nostro tempo. Non ha paura di insozzarsi le mani con quanto di meno nobile, di più animale, si muove nelle viscere di questa società, e del suo animo. Ecco perché questo romanzo, poetico e sociale, riesce a essere anche così spietatamente emozionante.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

segui panoramalibri-su-twitter


I libri più venduti
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS

Archivi

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101