Si può essere malati di Web? Quando Internet diventa una droga

Quando Internet diventa una droga. Particolare della copertina - Credits: Einaudi

Quando Internet diventa una droga. Particolare della copertina - Credits: Einaudi

Molte persone, soprattutto giovani, spendono ore e ore davanti al computer navigando nella Rete, spesso creandosi un mondo parallelo e tagliandosi fuori da quello reale. Si può parlare di “patologia”? Lo psichiatra Federico Tonioni dice di sì, nel suo libro Quando Internet diventa una droga. Ciò che i genitori devono sapere, edito da Einaudi.

In Italia, come nel resto del mondo, il dibattito sulla dipendenza da Internet è avviato già da più di una decina di anni, ma ancora non tutti sono d’accordo nel parlare di vero e proprio “disturbo psichiatrico”. Federico Tonioni, dirigente medico al Day Hospital di Psichiatria e tossicodipendenze del Policlinico Gemelli di Roma, che da tempo si occupa della materia presso l’ambulatorio per l’Internet Addiction Disorders, è invece convinto che sia proprio così. Con questo suo saggio analizza il mondo del Web e i gli usi che ne fanno gli utenti, soprattutto giovani, cercando di individuare le espressioni di dipendenza e spiegando come cogliere i primi campanelli d’allarme.

L’enorme crescita del numero degli utenti (in Italia oltre il 50% in più in soli dieci anni) e la nascita di attività sociali slegate dalle classiche relazioni “dal vivo”, hanno contribuito a generare in molti casi un sentimento di estraneità rispetto alla vita autenticamente vissuta, con tutte le conseguenze che questo può portare. Si tratta, secondo Tonioni, di uno degli aspetti più pericolosi di Internet.
Nel libro vengono passate al setaccio le forme di assuefazione e i comportamenti compulsivi che derivano dai giochi di ruolo online, dai social network, dal gioco d’azzardo in Rete e dai siti per adulti. Tutti aspetti che riguardano principalmente le nuove generazioni, ma che possono essere individuati anche in persone di ogni età.

Quando Internet diventa una droga si presenta quindi, in primo luogo, come uno strumento per aiutare i genitori delle generazioni “pre-digitali”, spesso non abituati all’uso del computer e agli effetti che può avere sulla crescita dei loro figli. Nello stesso tempo vuole essere anche una guida sui rischi che la Rete può portare a tutti.

Commenti

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Il 7 Giugno 2011 alle 12:32 zubirro ha scritto:

http://www.facebook.com/notes/.....0006137898

commento sulle nuove malattie

Il 1 Febbraio 2012 alle 11:36 Ostacolo evidente alla realizzazione dell’Agenda digitale: la stupidità e l’ignoranza alimentate dalla stampa « MicheleCamp-Innovazione e…molto altro!!! ha scritto:

[...] poi Panorama: “Si può essere malati di web“. Altro capolavoro di [...]

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