- Tags: autobiografia, musica, Steven Tyler
- Un commento

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A sessant’anni suonati qualcosa da raccontare ce l’hai di sicuro, soprattutto se hai passato la vita a girare il mondo urlando come un ossesso dentro un microfono. Se poi ti chiami Steven Victor Tallarico, in arte Steven Tyler, e il gruppetto con cui canti da una vita si chiama Aerosmith, i racconti sono con tutta probabilità interessanti. E allora perché non scrivere (magari con un piccolo aiuto) un’autobiografia?
Does the Noise in My Head Bother You?, tradotto “Ti dà fastidio il rumore nella mia testa?”, nasce dall’enorme bocca di Tyler e dalle mani del co-autore David Dalton, vecchia firma di Rolling Stone, ed è il backstage della pazza vita di una rockstar di fama mondiale.
L’infanzia turbolenta nel Bronx e l’amore per la musica, l’incontro con il “gemello tossico” Joe Perry, chitarrista e co-fondatore degli Aerosmith, e gli anni del grande successo tra soldi, sesso, droga e rock n’ roll. Un libro senza censure, che non dimentica gli affetti (i quattro figli su tutti), ma poi torna a battere forte sul tasto della tossicodipendenza, anche in anni recenti: era il 2008 e le canzoni del nuovo album proprio “non venivano”.
Ma non mancano gli episodi divertenti, soprattutto grazie alla spacconeria e alla confusione mentale (sarà solo l’età?) del “demone dell’urlo”. Come quando Tyler, parlando del singolo di successo datato 1987 Dude (Looks Like a Lady), afferma che questo sia stato ispirato dall’incontro con la band Mötley Crüe avvenuto nel 1991 (magie della macchina del tempo).
Capita poi che qualche classico come Dream On cambi incredibilmente nome (Game On) e che la canzone Big Ten-Inch Record, cover di un pezzo del 1948, diventi tutta farina del sacco di Tyler (che nel 1948 nasceva, ecco cosa significa talento precoce).
Un libro per chi ama il rock, le rockstar eccentriche e le storie turbolente. A due condizioni però: è necessario sapere l’inglese (per ora il libro non è edito in Italia) e non dovete necessariamente credere a ogni parola che trovate scritta.
- Mercoledì 29 Giugno 2011

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Commenti
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Il 30 Giugno 2011 alle 11:12 cantastorione ha scritto:
…sono consigliabili un paio di “canne” prima di intraprenderne la lettura?….
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