Fratelli di Toscana: il contributo di fiorentini (e non) all’Unità italiana

Particolare della copertina del libro edito da Le Lettere

Particolare della copertina del libro edito da Le Lettere

17 marzo 1861: è una data che ormai conoscono tutti, complici anche le polemiche ( e i numerosi libri) che sono scaturite per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma se si torna a poco prima di due anni e si scorre un’altra data, quella del 27 aprile 1859, è probabile che in molti entrano in difficoltà.

Ad allora risale infatti l’uscita di scena di Leopoldo II, che pone fine alla storia del Granducato di Toscana.

Un’uscita di scena mite, ma decisiva per la costruzione dello Stato unitario. È da quella data che prende avvio un sapido libretto da poco pubblicato da Le Lettere.

Si intitola Fratelli di Toscana (su Bol.it con uno sconto speciale), lo firma Mauro Bonciani ed è dedicato appunto alla partecipazione di Firenze e dintorni all’Unità italiana.

Chi si aspetta un saggio storico o campanilistico, si sbaglia e di grosso. Non solo per il fatto che Firenze divenne – per una manciata di anni – capitale del Regno (pagando questo privilegio con una grande scotto economico).

Ci sono mille ragioni per dire con Spadolini che “solo con la Toscana l’Italia era fatta. E solo con la Toscana il Piemonte diventava Italia”. Bonciani li elenca tutti, con rapidità, chiarezza e con uno ricchissimo materiale iconografico.

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