In queste settimane mi sono arrivati alcuni volumi sull’Iran. Tutti recenti, appena dati alle stampe. Potrebbero tornare utile ai viaggiatori diretti a Teheran e dintorni, ma anche a chi volesse approfittare di un periodo di villeggiatura per leggere.
Il primo volume è il diario di viaggio di Barbara Nepitelli e Cesarina Trillini, si intitola Le rose e il chador. Iran, viaggio nel paese gentile e lo ha pubblicato l’editore fasidiluna di Bari. Nell’estate del 2008 le autrici Barbara e Cesarina – due giornaliste, la prima romana, la seconda marchigiana - hanno trascorso rispettivamente tre e quattro settimane in Iran, percorrendo oltre settemila chilometri, per lo più a bordo di mezzi pubblici, Autobus e taxi collettivi. Da Teheran sono andate a Qazvin, poi a Kashan, Isfahan, Yazd, Shiraz, fino a sud a Minab (in auto) per poi prendere l’aereo per la città santa di Mashhad e tornare nella capitale via terra. Una bella esperienza che dimostra come due donne possano viaggiare da sole, con serenità, nel paese di ayatollah e pasdaran.
Il secondo libro ha toni diversi. Si intitola Iran contro Iran. Elezioni e rivolta a Teheran, lo ha pubblicato l’editore milanese Mimesis insieme al documentario – in dvd – di Mitra Azar e Peter Jalaly con materiali video esclusivi sulle elezioni iraniane del 2009. L’autore del volume è Mitra Azar, sulla quarta di copertina si legge che è un giovane artista dalla formazione eclettica, che ha fatto ricerca in Francia, tra Parigi e Lione, e ad Istanbul. La struttura del libro è insolita, a più livelli e quindi da leggere con cura. E’ in parte diario e in parte testimonianza, e infatti riporta lo scambio di e-mail con giovani iraniani durante le proteste seguite alla contestata rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad nel giugno 2009, quando l’autore parte per Teheran con l’obiettivo di girare un documentario e poi finisce nel vortice degli eventi.
Il terzo volume è il romanzo Osso di maiale e mani di lebbroso pubblicato da una nuova casa editrice, Ponte33 di Civitavecchia. Si tratta della traduzione dal persiano, da parte di Bianca Maria Filippini, del romanzo Ostokhan-e khuk va dastha-ye jozami di Mostafa Mastur. Nato nel 1964 ad Ahvaz (nel sudovest dell’Iran, vicino alla frontiera con l’Iraq), Mastur ha pubblicato il suo primo racconto nel 1991 e la sua prima raccolta nel 1998. Dal 2000 è noto al largo pubblico iraniano. Il romanzo ruota attorno ai tanti – e diversi – abitanti di un condominio di Teheran, uno dei tanti grattacieli del boom edilizio. Per certi versi ricorda il bestseller Palazzo Yacoubian dell’egiziano Ala al-Aswani (pubblicato in Italia da Feltrinelli). L’impressione è che, se fosse finito nelle mani di un grande editore, questo libro sarebbe stato riscritto: per diventare un po’ più comprensibile al lettore europeo, arrotondandone la scrittura. Ma così facendo, l’autore si sarebbe forse sentito tradito.
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Farian Sabahi, docente presso l’Università di Torino e giornalista specializzata, è autrice dei saggi “Storia dell’Iran” e “Storia dello Yemen”, pubblicati entrambi da Bruno Mondadori. Scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere
- Mercoledì 27 Luglio 2011


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