Carlo Lucarelli si dà alla regia

Carlo Lucarelli sul set del film L'isola dell'angelo caduto, tratto dal suo omonimo romanzo - Credits: ANSA US PUNTO E VIRGOLA

Carlo Lucarelli sul set del film L’isola dell’angelo caduto, tratto dal suo omonimo romanzo - Credits: ANSA US PUNTO E VIRGOLA

Carlo Lucarelli, celebre giallista e autore di successi come Almost Blue e L’ottava vibrazione, mette momentaneamente da parte la penna per dedicarsi alla regia. Lo scrittore, infatti, è impegnato sul set del film L’isola dell’angelo caduto, tratto dal suo omonimo romanzo del 1999.

La storia è ambientata nell’Italia del 1925, agli esordi dello strapotere fascista, subito dopo l’omicidio Matteotti. L’isola dell’angelo caduto è un luogo dove vengono esiliati criminali e prigionieri politici, ed è qui che si trova a indagare su una serie di strani decessi il protagonista (interpretato da Giampiero Morelli), un commissario di polizia confinato per aver arrestato degli squadristi ubriachi.

Le morti in questione sono quelle di un informatore della polizia, di un miliziano donnaiolo e dell’ispettore postale, unico responsabile dei pochi contatti tra l’isola e la terraferma. Per il capomanipolo della milizia di stanza sull’isola si tratta di suicidi; il commissario invece, con l’aiuto del dottor Valenza, un medico confinato, tenta di gettare luce su alcuni aspetti controversi che portano in ben altre direzioni.

La trama è quella di un romanzo storico, dunque, come in Carta bianca, esordio letterario di Lucarelli, datato 1990. Dice l’autore intervistato da ANSA:

“Nel film è lo stesso, perché le nostre radici sono ancora lì e ci raccontano come siamo adesso. Raccontiamo sempre il presente, ma può riuscire meglio spostandolo da un’altra parte. E poi c’è la necessità di raccontare la nostra storia: più lo facciamo e meglio è, perché i meccanismi di quel che accade sono sempre gli stessi e bisogna capirli per evitarli. Se la storia sino a oggi non è stata maestra e si è ripetuta più volte è proprio perché non si era capito il ruolo essenziale della memoria”.

A parte una sortita nel mondo del cinema con la collaborazione alla sceneggiatura di Non ho sonno di Dario Argento, nel 2001, questa esperienza rappresenta un battesimo per lo scrittore, che si ritrova per la prima volta alla macchina da presa. Sempre all’ANSA, infatti, Lucarelli afferma: “Un film è un lavoro collettivo e gli altri sono tutti professionisti, per questo non dovrei riuscire a fare troppi danni”.

Entro agosto dovrebbero finire le riprese, per poi tornare in autunno con una nuova serie di Blu Notte, il suo fortunato e riuscito programma tv. Ma non solo: pare che in cantiere ci sia già un nuovo romanzo, che era stato messo da parte in vista degli impegni cinematografici, ambientato nella Bologna dei nostri giorni.

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