
La copertina del libro - Credits: Topipittori
Il pittore Massimo Caccia illustra la leggenda dell’arca di Noè nel libro C’è posto per tutti, edito da Topipittori. Si tratta di un volume dalle immagini delicate che racconta la storia dell’arca, reinterpretata con l’occhio dell’arte.
- Un’immagine del libro
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- La copertina del libro - Credits: Topipittori
I disegni sono in perfetto stile Caccia, già autore, sempre per lo stesso editore, della dolce Ninna nanna per una pecorella. La costante dei suoi lavori è una grafica minima, dalle linee nette, i contorni neri, i colori senza sfumature, in cui i soggetti sono sempre animali stilizzati. Sono illustrazioni che accarezzano gli occhi e che a prima vista possono sembrare semplici disegni per bambini. Ma non è così.
Massimo Caccia esce dall’Accademia di Brera nel 1992 e fin da subito si impegna artisticamente in diverse direzioni, dall’animazione al fumetto, dalle scenografie alla costruzione di marionette, arrivando anche all’illustrazione per bambini. Il leitmotiv della sua produzione sembra sia il tempo, o meglio, i frammenti di tempo, sospesi e cristallizzati in attimi singoli e fragili. Ed è proprio la precarietà dell’esistenza ciò che viene restituito nei suoi lavori, che colgono i protagonisti, gli animali appunto, in situazioni temporanee, chiaramente non concluse. L’osservatore ha quindi la sensazione che qualcosa non va, e sembra leggerlo anche negli occhi perplessi e turbati degli animali disegnati.
C’è posto per tutti è una sfilata di creature dirette verso l’Arca, che prosegue fino ad arrivare al “bestiale” imbarco finale, un affascinante gioco grafico di incastri tra forme e colori. Dando un occhio alle immagini si può capire l’originalità di questo racconto visivo.
Abbiamo voluto toglierci qualche curiosità con lo stesso Caccia:
La storia è nota: il diluvio, gli animali, l’arca. che approccio hai avuto con il “testo sacro”?
Devo ammettere di non essere un grande conoscitore di testi sacri. Quando mi è stata proposta da Topipittori questa traccia da sviluppare ho riletto la Genesi. Non ho preso appunti, fatto schizzi o estrapolato immagini. Volevo solo che il testo o una parte di esso finisse da qualche parte nella mia testa. E poi ho preso una matita e ho iniziato a disegnare.
Qual è l’attualità della storia dell’arca?
Sicuramente la storia è molto attuale. Credo che soffermandosi si possano trovare parecchi spunti riconducibili ai nostri giorni. Così, senza pensare troppo, l’arca che accoglie mi porta a pensare ad altre arche piene di persone respinte in mare aperto.
Qual è il tuo metodo di lavoro? Da dove parti e come fai a dire “ok, questa è la tavola giusta”?
Quando dipingo mi piace raccontare delle storie. Cerco di creare delle situazioni sospese e aperte in modo che ogni spettatore sia libero di dare una propria lettura della storia. Cerco di lavorare a ruota libera senza pormi troppe domande. Faccio degli schizzi, una specie di storyboard, e poi lo abbandono per qualche giorno. Quando lo riguardo noto subito le cose che non mi convincono o non funzionano. Poi tanti aggiustamenti in corso d’opera finché non sono soddisfatto. A quel punto la tavola è giusta. Almeno per me.
Tutti i tuoi lavori sono perfettamente riconoscibili. Da dove arriva questo stile e quali sono i tuoi riferimenti?
Lo stile arriva dai graffiti primitivi, dai comics, dalla pop art e da tutto quello che ho visto in questi anni. Da Keith Haring a Giacometti, da Penck a Dubuffet. I riferimenti e le influenze sono infiniti, e molti sono registi: Bergman, Cassavetes, Herzog, Kubrick e tanti altri. E poi cerco di guardare con attenzione quello che mi circonda.
- Martedì 27 Settembre 2011

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Commenti
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Il 24 Marzo 2012 alle 16:55 - Vivi Capena ha scritto:
[...] direzione artistica. Attraverso i disegni di Giulia Sagramola (autrice di Bacio a cinque, edito da Topipittori) Morozzi reinterpreta questa evoluzioni come se fossero davvero le sette diverse vite [...]
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