
Particolare della copertina di Febbre, il romanzo d'esordio di Giulio Minghini - Credits: Piemme
Arriva anche in Italia il primo romanzo di Giulio Minghini, Febbre, edito da Piemme. Pubblicato per la prima volta in Francia nel 2009 col titolo Fake, ha conquistato critica e pubblico d’Oltralpe.
Minghini è un esordiente classe 1972 ormai trapiantato da anni a Parigi, dove lavora come lettore e traduttore per Adelphi (tra gli autori che gli passano tra le mani c’è anche Simenon). Appena uscito, il suo libro ha innescato un grande tam tam di elogi tra gli addetti del settore, da Le Figaro a Le Nouvel Observateur, da Libération a Radio France. Dopo due anni sbarca finalmente, tradotto in italiano, anche nelle nostre librerie.
Il protagonista del romanzo è, come il suo autore, un italiano esiliato per necessità a Parigi, anche lui traduttore per una casa editrice. Finita un’importante storia d’amore, inizia a frequentare, con lo pseudonimo di Delacero, pointscommuns, un sito Internet d’incontri, per chi ha bisogno di trovare qualcuno da conoscere in base alle affinità culturali. Parte così un percorso fatto di invenzioni, di nomi fittizi, di potenzialmente infinite identità. È la descrizione di un mondo virtuale in cui persone reali si reinventano, per fare colpo, per scoprire nuove esperienze o per evadere dalla verità.
Delacero, indifferente e, anzi, disgustato dall’ambiente pseudo intellettuale che trova nel social network, comincia a trasformare le nuove conoscenze virtuali in incontri sessuali, registrando le conquiste e i suoi stati d’animo, smarrendosi in un vortice assuefacente, che lo porta a un tagico punto di non ritorno, in cui essere sé stesso non gli è più sufficiente. Anche quando la sua ex tornerà a farsi viva lui non la vorrà più, ormai sommerso dal patologico bisogno di nuove identità, nuovi incontri, nuove fantasie.
Prendendo un brano del racconto:
Fu l’inizio di una notte bianca che sarebbe durata un anno intero, trasformando, con il bagliore dei suoi pixel, le mie veglie e i miei amplessi.
Citando Le Monde, questo romanzo è “la storia personale di un uomo che si sviluppa come una bobina divisa da incontri, tutti senza un domani”. La trama e lo stile decisamente provocatorio sono gli ingredienti che hanno sancito il successo di Febbre in Francia, tanto che Giulio Minghini è stato paragonato a uno come Michel Houellebecq, autore de Le particelle elementari e famoso per la sua penna pungente.
Questo romanzo sembra avere tutti i requisiti per ottenere un buon risultato anche qui in Italia.
- Venerdì 30 Settembre 2011

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