

Poco o niente, particolare della copertina
di Pietrangelo Buttafuoco
Il tutto e il superfluo. Nel tutto e nel superfluo c’è il nostro mondo. Siamo nati nell’agio, ma non ci resteremo: «C’era una volta una certezza» dice Giampaolo Pansa «chi arrivava dopo, nella vita, nel susseguirsi delle generazioni, sarebbe stato meglio di chi c’era prima. I figli si emancipavano rispetto ai padri come quest’ultimi rispetto ai nonni. Ci siamo lasciati alle spalle l’analfabetismo, la miseria, la fame e le malattie. Ricordo ancora quando, da bambino, andavo a curiosare tra le cose di mio padre. Ecco, aprii un tiretto del suo comodino da notte, si usa ancora questo termine?, vi curiosai e mi ritrovai fra le mani un tubetto di chinino».
Un tubetto di chinino contro la malaria. E c’erano, al tempo della certezza, i pugni di mosche lasciati a galleggiare nelle minestre per i bambini «affittati» per i lavori nelle stalle. C’era il pane fatto con farina rafferma. E c’erano le nuvole di colera, la pellagra, la difterite e dunque la morte in un’Italia ottocentesca dove, se si fossero incontrati un piemontese e un siciliano, non sarebbero riusciti a capirsi.
E c’erano le nonne, infine, come la nonna di Pansa, quelle donne che cominciavano a capire le storie senza leggere, ma solo guardando le fotografie. Ecco, dunque, il nuovo Pansa. Maestro di giornalismo e di storia, arrivato adesso a una prova letteraria stupefacente, qual è Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri (Rizzoli, 338 pagine, 18,90 euro), il libro di ciò che siamo stati per capire ciò che diventeremo. «C’era quella certezza. Ogni padre, proveniente da un’origine umile, sapeva di poter dare un futuro al proprio figlio, ma desso no, i ragazzi avranno molte meno possibilità degli adulti. Noi italiani che ci siamo riscattati dalla miseria torneremo poveri. I vecchi hanno ancora fieno in cascina per durare ma (e ricordo un mio articolo sul Riformista), quando moriranno i nonni e, dopo, i genitori, che cosa faranno da grandi i figli?». I rapinatori. Questa fu la risposta che si diede Pansa a suo tempo.
Allora ha ragione Antonio Di Pietro nell’aspettarsi una rivolta sociale e, dunque, anche «un morto»? «Che lo dica lui, un leader, un capo politico di un partito» risponde Pansa «è da irresponsabili. È vergognoso. Io, invece, io che non ho tribune da cui accendere i fuochi, lo dico con lo stato d’animo sofferto di chi, vivendo in un piccolo paese, parlando con tutti, guardando tutti, vede negli occhi della gente la grande preoccupazione per il futuro. E gli italiani senza potere hanno questa consapevolezza, sanno di non poter dare un futuro ai figli. I politici lo sanno ancora meglio, ma non lo dicono ed è un bene se poi devono esprimersi al modo di Tonino».
Nel libro c’è un potente Ottocento fatto di passioni, sesso, nebbia, fatica e soldo, «il secondo sangue». Pansa: «La roba dei campi è di Dio e dei santi, diceva mia nonna. Poco o niente è un debito con la mia famiglia. Un tempo avevo l’impressione che non avesse peso per me la storia dei miei morti, dopo di che, arrivando questi giorni (pensa, il 1° ottobre faccio sette-sei), mi sono sentito chiedere da loro: “Il tuo mestiere è scrivere? Scrivi di noi”. E ho scritto». Con il racconto di ogni ramo dell’albero di Pansa entra la storia di tutti noi.
Con Poco o niente, insomma, torna il Mondo piccolo di Giovannino Guareschi. «Sono un precoce lettore di tutti i libri di Guareschi che compravo a Casale Monferrato da Romeo Giovanacci. Aveva ricavato la bancarella da un vecchio carro funebre. La metteva sotto i portici e la sera, ricoperta con la tela cerata, al riparo in un albergo. Da lui ho preso tutto Guareschi e me ne sono nutrito. Il paragone, certo, non mi offende. Anzi».
- Lunedì 3 Ottobre 2011

Il Salone del Libro di Torino
Wrecking Ball Tour
Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus
I nostri libri, per amare le città
Letture per i più piccoli
Libri sul comodino
Fumetti da non perdere
Le nostre scelte: le letture da non perdere
Sei video per amare gli ebook
Ebook: come scegliere il reader giusto
VAI ALLO SPECIALE
Charles Dickens, 200 anni
Perché il pallone è ben altro






Io scrittore, tu grafico
Philip K. Dick in copertina
Wislawa Szymborska, cinque libri per ricordarla
Fumetti: Cena con Gramsci
Antonio Tabucchi, cinque libri per ricordarlo
L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento
A Buenos Aires una nuova Torre di Babele, di libri







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 24 Ottobre 2011 alle 18:37 La classifica dei libri più venduti pubblicata il 22 ottobre | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] e Dio di Mancuso è ottavo, nono Poco o niente di Pansa, decimo Un regalo da Tiffany di [...]
Il 4 Novembre 2011 alle 00:33 i libri più venduti in ottobre ha scritto:
[...] e Dio del teologo Mancuso è ottavo, Poco o niente di Pansa nono, Un regalo da Tiffany di Hill [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.