La mia lotta (2), dalla Scandinavia un’autobiografia particolare

Particolare della copertina de La mia lotta (2) di Karl Ove Knausgard - Credits: Ponte alle Grazie

Particolare della copertina de La mia lotta (2) di Karl Ove Knausgard - Credits: Ponte alle Grazie

Continua l’invasione degli scandinavi nelle librerie europee. Da Stieg Larsson a Jo Nesbo, da Camilla Läckberg a Gunnar Staalesen, la mania del Nord non sembra essere passata. Ma se quasi tutti i “vichinghi” hanno a che fare con il giallo o il thriller, il norvegese, ma residente in Svezia, Karl Ove Knausgard si distingue per una scelta letteraria molto differente. L’opera in sei volumi che lo sta facendo conoscere nel mondo si chiama La mia lotta, e racconta la vita dell’autore in forma di romanzo.

La saga è uscita interamente in Norvegia tra il 2009 e il 2010. Qui in Italia, a un anno dalla pubblicazione del primo volume (con Knausgard nel ruolo di figlio) arriva in Italia il secondo capitolo, La mia lotta (2), edito da Ponte alle Grazie, in cui l’autore racconta il suo essere padre.

Con i suoi 43 anni Karl Ove Knausgard è ancora lontano dall’età del ricordo autobiografico. Eppure, dopo i successi dei suoi primi romanzi, Ute av Verden (Fuori dal mondo) e Time for Everything, inediti in Italia, ha voluto cimentarsi in una non semplice impresa: raccontare tutta la sua vita, vestendo i panni di un eroe di tutti i giorni, impegnato nella costante lotta, appunto, per rivendicare il proprio “io”, di uomo, di figlio, di padre e di compagno.

In La mia lotta, che tra l’altro in norvegese è Min Kamp e suona grottescamente vicino al Mein Kampf, c’è la proustiana descrizione della vita di un singolo che è anche scrittore, che deve confrontarsi con la realtà e con le vicissitudini più o meno banali che accadono ogni giorno. In questo racconto i libri, espressione tangibile dell’artista, fanno da elemento di interferenza nel percorso dell’uomo comune. Sono l’altro lato del binomio vita e arte, quotidianità e originalità.

Se nel primo libro Knausgard parlava del suo ruolo di figlio di fronte alla figura del padre morente, in questo secondo volume, La mia lotta (2), si concentra sui rapporti tra sé e la famiglia che ha creato, con sua moglie Linda e i tre bambini. Come trovare un suo spazio senza tralasciare le necessità delle persone che ama, nella parte di compagno e di padre?

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