
Un caso di ordinario coraggio: particolare della copertina
Non è il tema (una storia di amore travagliata e struggente), e non è neppure il contesto (la seconda guerra mondiale e la furia nazista contro gli ebrei). A rendere raro il romanzo breve Un caso di ordinario coraggio è piuttosto la levigata scrittura di Pascale Roze.
E il merito in questo caso è doppio: l’autore francese, premio Goncourt nel 1996 con Le Chasseur Zero, decide di affrontare infatti due soggetti ad altissimo rischio di ripetizione (la Shoah) e di retorica (la storia d’amore).
Il punto, e la fortuna, è che evita il doppio rischio grazie a una cifra stilistica piena di grazia.
Un caso di ordinario coraggio è una storia rapida ma profonda, ambientata nell’Europa scossa dai fremiti della Seconda guerra mondiale, con due protagonisti (Ytzhok e Maryem) ritratti a carboncino eppure molto, molto realistici.
Sembra quasi un apologo sulla fiducia e sull’umanità dell’uomo, se non fosse che Roze, nel suo breve romanzo, non dà mai la sensazione di voler impartire parabole o allegorie dall’incerto significato. È questo, lo diciamo con convinzione, è senz’altro un grande merito.
- Mercoledì 12 Ottobre 2011

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