
Le notti sembravano di luna: particolare della copertina
I viali, le corse in bicicletta verso i fiumi, gli orti, le case arredate con i mobili di legno chiaro arrotondato e i grandi termosifoni di ghisa sbalzati. E poi la fabbrica, “una parola importante per Caterina. Di fronte alla fabbrica era nata, lì c’erano la sua casa e il suo confino”.
Ecco, se dovessimo indicare la prima, vera qualità di Le notti sembravano di luna, ultimo romanzo di Laura Bosio edito da Longanesi, indicheremmo proprio questa: e cioè la capacità di rendere, più che una storia, un’atmosfera.
Caterina è una ragazzina e nell’Italia del boom economico ha un sogno: pedalare sfrecciando in bicicletta come i grandi campioni del Giro.
Ma il Giro, come è ovvio, è solo una scusa letteraria d’eccezione, nel solco di una lunga tradizione narrativa (ricordate Anna Maria Ortese?).
Ciò che conta, per Bosio, è riportare alla luce un ritratto di un interno ormai sbiadito nel tempo, pieno di odori, sapori ed emozioni. Con un dettaglio, che nella storia diventa decisivo: la discrezione del tratto narrativo, mai eccessivo o fuori quota.
- Martedì 18 Ottobre 2011

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