
(Credits: Ansa/Epa/Uwe Anspach)
“Le uniche persone necessarie per pubblicare un libro sono lo scrittore e il lettore”. Il messaggio è chiaro e piuttosto univoco, e spiega meglio di qualsiasi altra analisi l’ingresso a gamba tesa di Amazon nell’universo editoriale. 122 libri nel solo mercato americano, divisi tra e-book e libri tradizionali: dopo aver lanciato l’assalto alle librerie, la guerra del colosso americano si muove ora contro editori ed agenti letterari.
La levata di scudi degli addetti ai lavori è stata compatta e inevitabile. Tra i più decisi, l’inglese Penguin. Dopo aver saputo che una sua autrice aveva affidato al gigante dell’e-commerce una raccolta di racconti, ha deciso di ritirare il suo ultimo libro dal mercato e di farle causa per danni.
Denunce e grida d’allarme sono arrivate però anche alle nostre latitudini. Tra le più incisive, quella di Sandro Ferri, l’editore di e/o, da poco in libreria con un pamphlet digitale intitolato I ferri dell’editore e dedicato proprio a questi temi.
A Panorama.it spiega: “La mossa di Amazon è innanzitutto contraddittoria: da una parte teorizza che scrittore e lettore siano le uniche due persone necessarie per fare un libro; dall’altra si presenta come editore, inserendosi tra l’altro nel peggiore filone, quello che prevede anticipi stellari. L’interpretazione, in realtà, è piuttosto chiara: il libro è solo un cavallo di Troia che ha permesso loro di entrare a gamba tesa nel mercato online. L’obiettivo è il monopolio di tutto l’e-commerce, come dimostra l’ampliamento dei prodotti acquistabili sul loro sito”.
Il punto, per Ferri, è che intanto il colosso sta distruggendo l’intero eco-sistema del libro, con due effetti immediati: “Il primo: la chiusura di centinaia di librerie in tutto il mondo, specie nei Paesi dove non ci sono leggi stringenti, come nel caso del mercato inglese”.
Il secondo: “Il crollo verticale della qualità. Questa politica, basata al 99% sull’abbassamento del prezzo e dei margini, è infatti inconciliabile con un serio lavoro editoriale. Se io pubblico un libro a 3/4 euro, come posso pagare un redattore, un editor, un correttore di bozze o un traduttore degni di questo nome?”.
Lo scenario, per l’editore, non è comunque così corrusco come si può a primo acchito immaginare: “Ci sarà senz’altro un aggiustamento automatico del sistema. Gli autori promossi da Amazon, a un certo punto, si renderanno conto delle falle del sistema, della rozzezza e della scarsità della loro presentazione editoriale e Amazon stesso dovrà correre ai riparti assumendo decine di addetti ai lavori”.
Intanto, per Ferri, però, “occorre spiegare ai lettori la centralità e l’essenzialità dell’intermediazione editoriale. E poi, certo, per carità: qualche intervento e sacrificio per abbassare il prezzo dell’oggetto libro si può sempre fare”.
- Giovedì 20 Ottobre 2011

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Commenti
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Il 3 Novembre 2011 alle 16:41 - Vivi Capena ha scritto:
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Il 10 Novembre 2011 alle 15:01 Groupon, il mercato ci crede e ora aspetta Facebook | bluhost.cu.cc ha scritto:
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Il 21 Novembre 2011 alle 17:46 - Vivi Capena ha scritto:
[...] Quando Amazon ha dato il via libera a Kindle Fire, il tablet da sette pollici in vendita a 199 dollari, ha chiesto al produttore taiwanese 3,5 milioni di pezzi. A una settimana dal lancio, avvenuto lo scorso lunedì, l’ordine è salito a cinque milioni. Fire è il più temibile concorrente dell’iPad 2 e le cose promettono bene. Il 26% degli acquirenti di novità tecnologiche intervistati dall’istituto di ricerca ChangeWave Research ne ha preso in considerazione l’acquisto, rimandando o sospendendo quello di un iPad 2 di Apple, prodotto che si posiziona in una fascia di prezzo compresa fra 499 e 829 dollari. Ma Fire non è soltanto un nuovo oggetto tecnologico, bensì la perfetta incarnazione dell’aggressiva strategia di Amazon. [...]
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