“Steve Jobs” di Walter Isaacson, l’unica autobiografia autorizzata del genio Apple

24 aprile 1984 - Apple IIc presentato a San Francisco con John Sculley e Steve Wozniak

24 aprile 1984 - Apple IIc presentato a San Francisco con John Sculley e Steve Wozniak

Esce dunque lunedì il 24 ottobre in tutto il mondo l’attesissimo Steve Jobs [su Bol.it] di Walter Isaacson, (in Italia pubblicato da Mondadori - 600 pagine, 20 euro -  e del quale Panorama in edicola questa settimana anticipa alcuni brani). È l’unica biografia autorizzata del visionario guru di Apple morto il 5 ottobre scorso.

A Steve non piace passare il tempo a esaminare disegni complessi. Vuole vedere i modelli, vuole sentirli

Così racconta Jonathan Ive, il motore creativo di Apple, in una delle molte testimonanze raccolte da Isaacson, attualmente presidente e Ceo dell’Aspen Institute e ed ex giornalista di Time oltre che autore di numerosi libri.

Quando era in salute e si recava in ufficio, quasi ogni giorno Jobs pranzava insieme ad Ive, per poi passare il pomeriggio in giro per lo studio. Appena entrato dava un’occhiata ai tavoli, seguiva il flusso dei prodotti lungo il loro percorso, saggiava la loro consonanza con l’indirizzo strategico della Apple e toccava con mano l’evoluzione del design di ciascuno di essi. In genere i due erano soli

racconta Isaacson nel libro, portando non a caso l’attenzione su Ive, che secondo molti raccoglie l’eredità visionaria di Steve Jobs.

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Lo speciale di Panorama.it su Steve Jobs
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Nel libro, Isaacson descrive anche la fucina delle idee Apple il luogo dove si e’ realizzata per 15 anni la sinergia tra Ive e Jobs e sono nate tante creature come l’iPod, l’iPhone e l’iPad: ”Uno spoglio ambiente industriale, con un arredo grigio metallo. Dall’esterno le foglie degli alberi proiettano sulle finestre scure mutevoli giochi d’ombra e luce. In sottofondo musica techno e jazz”. Ovviamente, lo studio di design situato nel campus Apple ”è protetto da vetri scuri e da una massiccia porta blindata ben serrata. L’accesso è proibito alla maggior parte dei dipendenti Apple”.

La particolarità di questa biografia, non è solo la ricchezza del contenuto e delle testimonianze ma il fatto che Steve Jobs, notoriamente pignolo, perfezionista e maniaco del controllo, non abbia imposto nessun vincolo sul testo e non ha preteso di leggerlo prima della pubblicazione. E non ha posto alcun filtro, incoraggiando anzi i suoi conoscenti, familiari e rivali a raccontare onestamente tutta la verita’. Lui stesso parla candidamente e talvolta in maniera brutale, dei colleghi, degli amici e dei nemici, i quali, a loro volta, ne svelano le passioni, il perfezionismo, la maestria, la magia diabolica e l’ossessione per il controllo che hanno caratterizzato il suo approccio al business e i geniali prodotti che ha creato.

Lo stesso Ive, che viveva in simbiosi con lui ”ha provato una certa irritazione - scrive Isaacson - per la tendenza di Jobs ad accaparrarsi meriti eccessivi, un atteggiamento che negli anni ha infastidito diversi colleghi”. ”Steve - ha raccontato Ive al giornalista - è capace di passare in rassegna le mie idee e sentenziare: questa non va, questa non è granché, questa mi piace. Poi, quando sei in riunione, lo senti parlare di quell’idea come se fosse sua. Io presto un’attenzione maniacale alla fonte di un’idea. Le annoto persino, le mie idee.

Perciò quando lui si prende il merito di uno dei miei progetti la cosa mi dà fastidio”. Ive ammette però che le idee che provengono da lui e dal suo team ‘’sarebbero state completamente irrilevanti e non avrebbero portato da nessuna parte, se non ci fosse stato Steve a spronarci, a lavorare con noi e a superare tutti gli ostacoli che si opponevano alla trasformazione di quelle idee in prodotti”.

Il libro è stato voluto dallo stesso Jobs, lo ha raccontato di recente Isaacson sul Time, per lasciare un ricordo ai suoi figli. ”Volevo che i miei ragazzi mi conoscessero - ha detto il papa’ della Apple -. Non sono stato sempre presente. Volevo che sapessero perche’ e che capissero cosa ho fatto”. Ed è un libro che va letto come il testamento intellettuale e spirituale che Steve Jobs lascia al mondo intero. (ANSA)

Commenti

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Il 21 Ottobre 2011 alle 23:05 - Vivi Capena ha scritto:

[...] della Apple, e più di 100 interviste a familiari, amici, rivali e colleghi hanno permesso a Walter Isaacson di raccontare nel libro Steve Jobs (Mondadori, collana Ingrandimenti, 600 pagine, 20 euro – su Bol.it) la [...]

Il 26 Ottobre 2011 alle 02:50 - Vivi Capena ha scritto:

[...] la nostra lettura di Walter Isaacson, Steve Jobs (Mondadori, collana Ingrandimenti, 600 pagine, 20 euro – su Bol.it – su [...]

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