Gioconda Belli, “Nel paese delle donne”: la sinistra erotica al potere

Particolare della copertina - Credits: Feltrinelli

Particolare della copertina - Credits: Feltrinelli

Gioconda Belli è una delle mie autrici preferite. Giornalista, poetessa e scrittrice di fama internazionale, ha partecipato attivamente alla lotta del Fronte Sandinista contro la dittatura di Somoza. Perché Gioconda Belli è nicaraguese, sanguigna come solo le donne sudamericane sanno essere (Isabel Allende docet).

Il suo ultimo romanzo, Nel paese delle donne (Feltrinelli), altro non è che una spassosa e inaspettata provocazione grazie al quale, però, è stata la prima donna ad aggiudicarsi il Premio Hispanoamericano de Novela La otra orilla, con la seguente motivazione:

“per l’umorismo della sua satira politica, la rimarchevole inventiva nella trama e l’abilità dell’autrice nel mantenere la tensione narrativa raccontando la storia da molteplici punti di vista senza perdere di vista la semplicità. Nel panorama del romanzo politico sudamericano, ampiamente dominato da figure maschili, questo romanzo è una spassosa e inaspettata provocazione”.

Il libro.
A Faguas, un paese immaginario del Centro America, si consumano giochi di potere e corruzioni politiche, rocamboleschi abusi e fantasiose depravazioni. E allora, quando proprio non se ne può più di tutti questi eccessi, dopo aver smascherato un noto magistrato che si è fatto montare in salotto una costosissima cella frigorifera per metterci un pinguino importato di contrabbando e organizzarci delle orge con gli amici politici, la giornalista super sexy Viviana Sansón e le sue tre amiche del Club del Libro fondano il partito femminista della Sinistra Erotica, che stravince le elezioni e ribalta la vita, la società e l’economia del paese.
Grazie all’aiuto del vulcano Mitre, le cui esalazioni durante l’ultima eruzione hanno ridotto gli uomini senza testosterone, il nuovo governo può varare il suo programma: gli uomini a casa e le donne al lavoro!
Ma ecco che a pochi mesi dalla sua nomina, durante un comizio, la quarantenne e seducente presidentessa Viviana Sansón, è vittima di un attentato.
Mentre il capo di Stato giace in coma in un letto d’ospedale con una pallottola conficcata nel cranio, sarà il neo Ministro della Difesa, Rebeca los Ríos, a occuparsi di risolvere il caso e di sedare le sommosse degli uomini, che scendono in strada a manifestare per riconquistare il loro potere nel paese delle donne.
Chi si cela dietro l’attentato della Presidentessa? Sarà Dionisio, l’autista dei ricchi, che la mattina vede la Vergine piangere nel suo lavandino perché le femministe stanno violando le consolidate leggi patriarcali? O si tratta di un complotto più grande e ancora tutto da svelare?

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