
(Credits: Ansa/Ragonese)
Se proverete a cercare la definizione su Google, l’esito sarà sorprendente: oltre 280.00 risultati in una manciata di secondi. Ma cos’è davvero il “dissesto idrogeologico“? Proviamo a farci aiutare dal dizionario (la definizione è della Treccani): “Il complesso dei danni provocati a un territorio dalle alluvioni o dallo straripamento dei corsi d’acqua, in dipendenza dalla configurazione o dalla insufficiente sistemazione del terreno”. Tutto chiaro? Forse no.
E allora, per capire un po’ di più sulle cause delle tragedie che dalla Liguria alla Toscana hanno tenuto l’Italia col fiato sospeso, provocando vittime, danni e una marea di polemiche, proviamo a segnalare quattro libri che trattano del tema. Partendo, magari, da quello di uno studioso del settore. Si intitola Erosione e dissesto idrogeologico ed è scritto da Alessandro Perago un assegnista di ricerca del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Lecce. E’ vero: il libro è piuttosto tecnico, ma chi ha voglia e pazienza potrà trovare un’esaustiva risposta a un considerevole numero di domande.
Il dissesto idrogeologico, però, nasce anche dal fiume di cemento che ha investito l’Italia in questi ultimi decenni. Uno scenario impressionante, che in un libro edito da Chiarelettere a cura di Ferruccio Sansa emerge in modo piuttosto evidente. La colata (è questo il titolo) racconta come dal dopoguerra al 2005 il nostro Paese sia stato coperto di cemento in 12 milioni di ettari del suo territorio. Ma non si limita solo a quello: è un’inchiesta serratissima che da Nord a Sud stila una radiografia impietosa dall’abusivismo e dell’indulgenza con la quale è stato coperto il fenomeno.
La realtà legata all’abusivismo racconta però anche un’altra storia: quella della lotta a un malcostume (spesso criminale) che causa ogni anno decine di morti. A quella realtà Stefania Divertito ha poco dedicato un libro, Toghe verdi, edito da Verdenero. Ed è una realtà drammatica, molto più trasversale di quanto si possa credere. Riguarda Nord e Sud, attraversa politici di ogni schieramento e finisce spesso col creare danni permanenti all’intera società.
Ma come si persegue l’abusivismo edilizio? A dare la risposta è un altro saggio tecnico, edito da Giuffrè e scritto da Nicola Centofanti, docente di Diritto urbanistico. Le implicazioni amministrative e penali, il tema del sistema di vigilanza sulle costruzioni, con particolare attenzione al sistema di controllo, gli aspetti più problematici legati all’intricato accrocchio di norme in materie: il volume è una sorta di vademecum che si può leggere in due direzioni. La prima: una guida valida per evitare di commettere illeciti; la seconda: un buono strumento per capire come si può aiutare a segnalare possibili irregolarità.
- Martedì 8 Novembre 2011

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